solidi in prospettiva 2014

18632_243824058251_7565834_nla stagione su strada ormai è partita. e qui si parte con quindici nomi, e senza aggiunte -o quasi- per i “prospects” del 2014. una rubrica smaccatamente copiata da Inner Ring.

la selezione è strettamente limitata a coridori esordienti o poco più, tutti figli dei magnifici ‘90s. questo perchè di aspettative su corridori più o meno “affermati” ne avrei eccome, ma il papiro scarseggia. e chissà, il resto a venire.
quindi anche solo un arredondo, per dire, che stava tra i primi nei miei appunti, lo depenno. la curiosità di vederlo correre “in serie A” è già volatilizzata dal suo fantastico san luis . tanto basta. così come per diego ulissi, il quale ha un gradino altissimo dinnanzi, ma al down under ha mostrato che può farsi trovare pronto. simone ponzi ha due anni in più di ulissi, e oggi scende dal WT ai gialli di scinto per provarsi capitano, ad oggi già vincente. come lo sarà felline, che i numeri li ha e il futuro davanti anche, la trek potrebbe rivelarsi la scelta ideale. arnaud demare è un fenomeno talmente noto che non c’è molto da scoprire ancora, se non i suoi sogni, che sono quelli di un corridore che vince le classiche piu’ importanti, vedremo quest’anno come si destreggia oltre gli sprint. l’ultimo “scartato” del lungo prodromo è un ragazzo che mi elettrizza, quel navardauskas che è veloce e coraggioso, lo scorso anno fece un giro da 10 e lode e la sua crescita è davvero costante. ci vediamo a liegi.

adesso alziamo il volume, e passiamo ai fantastici anni 90.

alaphilippe (92, opqs)
formatosi alla sempre sia lodata scuola francese del fango, discesista straordinario, in OPQS va a studiare come si vincono le grandi classiche. ha tanto di quel coraggio, tanta di quella fantasia, che nulla gli è precluso, nemmeno il mio cuore.

berhane (91, europcar)
vincerà il giro di turchia dell’anno passato per riscrittura. ha già vinto la tropicale 2014 grazie a un numerazzo di squadra. bernadeau infatti crede un sacco in questo ragazzo eritreo, e si spera che gli faccia fare un calendario un po’ più importante. serve anche per capire che corridore sia.

chaves (90, oge)
attesissimo già l’anno passato, e non rilevabile causa infortunio. ci riprova un anno dopo, con il vantaggio di essere nel frattempo scappato dalla squadra più disorganizzata del gruppo.

coquard (92, europcar)
dell’intera lista è forse il più “arrivato”. eppure è un 92 al secondo anno, benchè vice-campione olimpico dell’omnium a londra. nome nuovo di uno sprint francese mai così luminoso, non sarà già ai livelli di demare e bouhanni, ma non ha rivali in squadra e dimostra già un colpo d’occhio notevole. spero lo portino al tour.

craddock (92, giant)
passista scalatore americano passato come il predestinato del movimento usa, insieme all’altrettanto interessante scalatore lachlan morton, mentre da dombrowski attendiamo sempre uno squillo. alla giant troverà tanta fiducia e forse anche un po’ di carte da giocare.

de bie (91, lotto)
ha il nome del figlio di fela kuti e il cognome da gregario di suo padre, e ha sulle spalle l’attesa di tutto il belgio, che tra gli alti e bassi di vanmarcke non vede ancora l’erede di boonen all’orizzonte. o meglio, ne vede già due, tra lui e stuyven.

lasse norman hansen (92, garmin)
è già partito fortissimo al dubai tour, e sarà un campione del futuro, un futuro già iniziato con un oro in velodromo a londra, peraltro. al di là dell’exploit negli emirati, da prendere con le pinze come tutti i risultati di febbraio, sono convinto che nelle cronometro brevi possa già far bene ma che possa testarsi anche già in sprint ristretti in corse non troppo impegnative per chilometraggio e altimetria.

sebastian henao (93, sky)
sì, henao. ma il cugino, forse piu’ forte del cugino famoso ma un po’ disperso. uno scalatore colombiano, l’ennesimo, di questa nidiata da cui spuntano come funghi. va a raggiungere in UK il parente famoso, e forse di tutta la lista questo è il nome più incognito. ma in colombia dicono sia fortissimo. qualche perplessità sull’immediato le da’ l’ambiente sky, come dombrowski insegna.

kudus (94, mtn)
il più giovane degli africani è anche il più forte, in salita e nei finali. e come tutti i corridori del continente nero, frana spesso nel destreggiarsi in gruppo. ma è quello che ha piu’ tempo per imparare. scalatore purissimo, nelle corse a tappe minori (magari pure esotiche) potrebbe già iniziare a far carriera.

meintjes (92, mtn)
ok, si sarà capito, il 2014 è l’anno in cui si guarda agli africani. questo non vale kudus in prospettiva, ma sull’immediato ci starei ben attento a un ragazzo già salito sul podio mondiale U23 a firenze e già “esperito” tra i pro. e non in garette: zitto zitto l’anno passato siè fatto quasi tutte le semiclassiche italiane. finendole, senza highlights, ma prendendo appunti. ho solo l’impressione che sia allergico al freddo, quindi aspettiamo l’estate.

heiner parra (91, caja rural)
il fatto che sia passato con la caja rural dimostra il fallimento progettuale della colombia di corti. scalatore fortissimo, milionesimo di una lunga serie, ma già vaccinato ai traguardi europei da dilettante. corre in un team ambizioso, che piu’ di ogni altro puo’ approfittare del tracollo del WT

danny van poppel (93, trek)
uno che sale sul podio di una tappa del tour da teenager dovrebbe già essere un predestinato, eppure nel ciclismo di talenti svaniti prestissimo ce ne sono fin troppi, specie tra le ruote veloci. il figlio piccolo dell’immenso JPVP perdipiù si trova a dover sbocciare in un momento di forte concorrenza in volata, per cui non si aspetti le vittorie, o non con troppa fretta. in trek trova i due fratelli piu’ famosi del ciclismo recente, maestri nel cogliere piazzamenti: sarebbe un bell’inizio.

villella (91, cannondale)
tiene in salita, e ci si chiede se possa fare già come aru, pur senza mostrare un talento luminoso come quello del sardo. da stagista ha già mostrato di saper tenere il passo in gare mediamente dure come Emilia o Sabatini. passa nella squadra che meglio sa gestire i giovani in tutto il WT, ma che probabilmente lo relegherà a una stagione di rodaggio nelle (ormai) corsette nazionali.

simon yates (92, oge)
più forte in volata e sul passo, ma non in salita, dell’altrettanto forte fratello gemello adam. passa in una squadra che lo lascerà libero ma non solo, ci sarà il fratello sempre a ruota. schleck saga, due punto zero.

zabel (93, bmc)
un nome pesante (e quarto figlio d’arte, quinto se consideriamo ambo gli yates), e un certo feeling con i campi elisi… uomo da classiche più o meno dure, talmente giovane che per ora dovrà mettersi km nei polpacci.

… di caleb ewan ne parliamo tra un anno.

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