solidi in prospettiva 2014

18632_243824058251_7565834_nla stagione su strada ormai è partita. e qui si parte con quindici nomi, e senza aggiunte -o quasi- per i “prospects” del 2014. una rubrica smaccatamente copiata da Inner Ring.

la selezione è strettamente limitata a coridori esordienti o poco più, tutti figli dei magnifici ‘90s. questo perchè di aspettative su corridori più o meno “affermati” ne avrei eccome, ma il papiro scarseggia. e chissà, il resto a venire.
quindi anche solo un arredondo, per dire, che stava tra i primi nei miei appunti, lo depenno. la curiosità di vederlo correre “in serie A” è già volatilizzata dal suo fantastico san luis . tanto basta. così come per diego ulissi, il quale ha un gradino altissimo dinnanzi, ma al down under ha mostrato che può farsi trovare pronto. simone ponzi ha due anni in più di ulissi, e oggi scende dal WT ai gialli di scinto per provarsi capitano, ad oggi già vincente. come lo sarà felline, che i numeri li ha e il futuro davanti anche, la trek potrebbe rivelarsi la scelta ideale. arnaud demare è un fenomeno talmente noto che non c’è molto da scoprire ancora, se non i suoi sogni, che sono quelli di un corridore che vince le classiche piu’ importanti, vedremo quest’anno come si destreggia oltre gli sprint. l’ultimo “scartato” del lungo prodromo è un ragazzo che mi elettrizza, quel navardauskas che è veloce e coraggioso, lo scorso anno fece un giro da 10 e lode e la sua crescita è davvero costante. ci vediamo a liegi.

adesso alziamo il volume, e passiamo ai fantastici anni 90.
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Lo strano caso del signor Reda e di forever Hyde

Immaginesaro’ lungo ma soprattutto confuso. scrivo senza rileggere.

in verità questa roba la volevo scrivere già da qualche giorno, poi il tempo è quello che è.
fatto sta che si è arrivati a 10 anni dalla morte di pantani, e questa roba probabilmente la volevo scrivere da 10, direi 15, anni.
questa roba è ciò che più ha fatto male al Ciclismo negli ultimi lustri, anche più di gianni agnelli.
questa roba è l’antidoping. meglio: e’ l’uso politico dell’antidoping.

c’è una stanza, allo stadio olimpico di roma, dove si entra uno per volta. si entra ciclista e si esce disoccupato. per minimo 2 anni, più spesso per sempre, negli ipocriti tempi che corrono. non credo che questa stanza sia arredata in maniera particolare, le inquisizioni moderne hanno abbandonato la sfarzosità medievale, come ci racconta Kader Abdolah anche nell’iran post-rivoluzione il “Giudice di dio” mandava a morte i processati in cantine e magazzini. Continua a leggere

[Hoogerheide14] addendum

tumblr_mzoi7iygue1r4o0yso1_1280-300x200hoogerheide l’ho visto da upcycle, dove l’ho commentato e l’ho bevuto.

L’occasione era una scusa, una scusa per bere ovviamente, ma anche per ragionare alticci su ciò che il ciclocross è oggi, lassù tra le spire dell’iride, ma pure quaggiù dove il cross torna vivace con una faccia nuova, più punk e più sanguigna (e così il sangue compare pure qua). due mondi che talvolta faticano a conoscersi, e a parlarsi. di tutto ciò, suppergiù, ne scrivevo altrove:

Il ciclocross è un diamante splendente (benchè infangato) che viene tenuto nascosto. (…) Le gare clandestine, partite dagli USA e diffusesi velocemente anche in Europa, hanno un successo insperato. Competizioni auto-organizzate come il circuito italiano delle “Singlespeed Series” crescono esponenzialmente anno dopo anno, arrivando a raccogliere centinaia di partecipanti e un’eco persino internazionale. (…) L’occasione è ghiotta, insomma. Qualcuno laggiù, nel grigio e conservatore mondo del ciclismo istituzionale o nei vuoti corridoi delle sedi Rai, riuscirà a coglierla? Io scommetto di no. Come per la pista, anche con il cross assisteremo a un’altra opportunità sprecata… a una permanenza nell’underground che, se da un lato è bellissima e tira fuori il meglio da ognuno, da un altro rischia di condannare anche questa vitalità ad un declino più o meno lento.

tutta questa sbrodolata serve per introdurre quattro video, bellissimi, che hanno accompagnato la bevuta del mondiale di domenica, a cavallo tra passato e presente. il futuro chissà. questa è una sfida all’embedding di wordpress, in fondo. Continua a leggere

[Hoogerheide14] a fango caldo.

Imagesarò sincero, non lo nego, alla fine ci sono rimasto un po’ male.
per carità, il vincitore è indiscutibile, corridore dal valore assoluto e protagonista di una vittoria pienamente meritata per scelte tattiche e comportamento in gara. ne consegue che la mia piccola delusione è figlia probabilmente del mio tifo mai nascosto per sua maestà sven. però c’è altro.
c’è che vince un quasi-ex-crossista, davanti al più grande campione della disciplina.
c’è che vince un grandissimo corridore, ma allo stesso tempo uno che quest’anno si è sporcato di fango per 15 giorni, passando il resto del tempo sul teide. c’è che la maglia iridata la vedremo un paio di volte l’anno prossimo, per poi magari assistere al nuovo show di zdenek al mondiale.

e poi c’è un percorso a mio vedere assolutamente insufficiente, benchè perfetto per esaltare le doti di potenza di stybar, che ha avuto terreno facile per fare gara dura sin dall’inizio e insistere sulle sue splendide trenate da mulo con l’ammollarsi del terreno. non ci fosse stato nys, oggi probabilmente avremmo assistitito a una gara in solitaria del ceko. ma il terzo posto di un corridore in mezza crisi come pauwels parla chiaro. a mia memoria, non ricordo un mondiale completamente privo di ostacoli da saltare. nemmeno uno. le curve tecniche c’erano eccome, si è visto. discese difficili e salite brevi da potenza. ma un percorso del genere resta un percorso estramemente semplice nel cross odierno, benchè perfetto per esaltare i fenomeni (e basta guarda i primi due gradini del podio). voglio sperare che gli organizzatori puntassero tutto su gelo e pioggia, perchè altrimenti… Continua a leggere