La Roubaix. 4 o più parole, 4 sassi, 4 lividi.

BOKCOmMCQAAYfC5corsa fantastica, una delle roubaix più belle degli ultimi anni. se la gioca con il 2012, ma per motivi opposti.
allora assistemmo ad una di quelle imprese che fanno la storia di questo sport, il volo solitario e lunghissimo di un campione fenomenale, tra i migliori di sempre su queste pietre. oggi invece abbiamo visto una gara tiratissima e sempre indecisa, con tanto coraggio e meno tatticismo del ciclismo attuale.
curiosamente, il trait d’union tra le due gare è lo stesso nome: l’incredibile tom boonen, corridore unico per il ciclismo odierno fatto di radioline e attendismo. tommeke è un corridore di un’altra epoca, uno che quando sente che la strada chiama, butta giù un dente e attacca. che sia nel rettilineo finale o che sia a 60km dal traguardo. che sia per vincere e compiere un’impresa epica o che sia per aver capito che la squadra è forte, fortissima, ma non puo’ permettersi di correre solo per lui. boonen ha capito forse ancor più dei suoi tecnici l’errore della scorsa settimana, e appena ha visto l’occasione ha spaccato in due la gara per sempre, con quell’attacco lunghissimo, che poteva sembrare sconclusionato ma che così è risultato soltanto agli occhi di chi si trova a raccontare questo sport senza conoscerlo e comprenderlo [*]. dietro di lui risorge la figura altrettanto mitologica di thorone hushovd, che è lontano dal poter vincere, ma lontanissimo anche dal corridore viziato e svogliato degli ultimi anni.
e il gioiello di boonen non finisce qui, perchè quando scendono in campo i pesi massimi, rispetto ai quali oggi non aveva gambe a sufficienza, tommeke perde sì contatto, ma mica si arrende: li tiene a vista, vede che temporeggiano, anche chi (come la belkin) avrebbe carte a piacere per provare a svoltare, e allora si prende da parte terpstra e compie con lui un inseguimento perfetto. si rimette a prender vento come già fatto nei 30km precedenti, torna sotto e lancia terpstra nel suo volo finale, un centravanti che finalizza il lavoro di un fenomenale fantasista.
vince terpstra, vince la quick step e vince boonen.
non vince ma lotta quel sagan che desta dubbi sulle monumento, ma che poi in fondo è sempre lì a giocarsele a viso aperto.
non vincono cancellara e vanmarcke, forse superiori agli altri come gamba ma troppo pavidi per una gara del genere.
non vince la sky e nemmeno wiggo. o forse sì. la gara di wiggins è un canto d’amore per questo sport, una prestazione di “classe e umiltà” (come scrive cyclingpro) che dimostra prima di tutto passione. è strano  che siano rimasti così pochi i corridori del genere, impossibile non amarlo.

[*] ecco. io credo che alessandra de stefano sia una bella persona. ho avuto il piacere di conoscerla e ho trovato una donna piena di energia e di voglia di fare, curiosa e desiderosa di raccontare le storie che trova sul suo lavoro. proprio per questo, non è accettabile che raisport dia un ruolo tecnico a una persona del genere, che probabilmente avrebbe tanti talenti ma che di ciclismo non ci capisce assolutamente nulla. passi per le interviste, passi per le sbrodolate fuori luogo in stile “il silenzio prelude sempre a qualcosa” (citazione odierna), ma lasciarle un microfono aperto a fine corsa per dire che l’omega pharma ha completamente sbagliato la corsa e che boonen ha sbagliato tutto, be’, è una cosa che mi fa davvero incazzare. a tutto questo ci aggiungo un servizio orribile da parte del terzetto in studio, con beppeconty che sparava sentenze lapidarie senza alcun dato, de luca che gli dava corda e il povero garzelli che cercava di raccapezzarsi raccontando una corsa a lui ignota (ma non si può invitare un tafi, un bortolami, un pieri qualsiasi?). teniamoci stretti l’ottimo pancani e il puntuale martinello, perchè senza di loro è notte fonda.

… e mentre sono qui a sistemare le virgole di questi pensieri, c’è il tg1 sport acceso. strano ma vero, c’è un servizio sulla roubaix. ci dicono che ha vinto l’olandese terpstra davanti “all’altro olandese” degenkolb. terzo e’ arrivato cancellara. “grande sconfitto il belga tom boonen”.
vabbè. vaffanculo.

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