No, la Vuelta no

l’altra sera qualcuno mi chiedeva perchè non mi sono cacato manco di striscio l’ultima vuelta. la risposta è bivalente: potrei dire che me ne sono perso una parte perchè ero in vacanza. e la cosa è vera, ma mi sono perso poco, sia per le vacanze, sia quando sono rientrato. perchè la vuelta 2014 non è mai esistita, e tutto questo già l’ho scritto qui.

ero convinto che questa vuelta non mi avrebbe lasciato nulla, e che già me la fossi scordata, finchè non ho letto quanto scritto sul sempre ottimo Crampi Sportivi riguardo al soggetto di questa corsa, che non è il suo vincitore Contador ma è l’obliquo Chris Froome.
la lettura mi ha risvegliato dei dubbi, perchè io ho visto alla vuelta un Froome diverso da tutte le altre corse, quasi sorprendente. con un solo legame con questo corridore in precedenza: chris froome resta il ciclista più assurdo che io abbia mai visto.

mi basta la tappa della Camperona, con il kenyano che si stacca e rientra, compare a fondo gruppo e poi è in testa a guidare i migliori mentre hesjedal là davanti sta esultando sul suo nuovo capolavoro, e poi attacca e scatta. il froome che sembra sepolto e poi scorta contador e aru come fosse un buon gregario omaggiandoli delle vittorie di tappa che lui tanto avrebbe desiderato.
un’assurdità nuova, non soltanto il corridore che va fortissimo nonostante pedali peggio del panettiere di quartiere, non più il corridore radiocomandato che mette in difficoltà il proprio capitano per poi tirare i freni e scortarlo al traguardo. qui c’è un elemento nuovo, che è l’imprevedibile.

la Vuelta di froome ha messo in crisi quel “pensiero monolitico” nei confronti del kenyano. la definizione non è mia ma l’ho trovata su un forum in una discussione al riguardo: noi che col ciclismo ci siamo cresciuti non riusciamo ad accettare l’assurdità di un froome. abbiamo le nostre buone ragioni, ma finiamo per incasellarlo a forza laddove non è detto che debba stare: froome non ha la testa…, froome non regge il freddo e la pioggia…, froome corre male… fino all’inevitabile froome è un prodotto del doping.

è un mistero. ma c’è qualcosa di affascinante in un corridore come froome. non riesco a capire se è solo la morbosità che si prova ad assistere ad un freak-show o lo stupore nel vedere qualcosa di mai visto. fatto sta che questo froome non riesco a non guardarlo con curiosità. da lui non so più proprio cosa aspettarmi, riesce a sorprendermi ogni volta, che sia in positivo o in negativo.

non riuscirò mai a fare il tifo per lui, e non riuscirò mai a vedere nel suo modo di correre il “mio” Ciclismo, pero’ sono contento che sia tornato protagonista. e mi piacerebbe un giorno vederlo correre in un altra squadra, meno “guidato” e meno “treninato”, libero di interpretare a 360° il suo ciclismo non lineare.

il chris froome che esce dalla vuelta (e che, sono pronto a scommetterci, farà la comparsa ai mondiali) è un assoluto mistero, un tarlo del dubbio. e come tutti i dubbi, è qualcosa di irresistibile.

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