Superprestige Francorchamps. Du’ parole, anzi cinquecentoottantanove

muu
ieri mi sono perso la magica koksijde, ma per nobili motivi ciclistici. Oggi mi è saltata una trasferta all’ultimo, e allora ho goduto per intero francorchamps e va bene così.

una corsa davvero bella su un tracciato sorprendente.
vince pauwels e con pienissimo merito, perchè se è vero che pure VdH ha tenuto banco per tutta la gara, l’errore con cui si è auto-eliminato l’olandesino è da matita rossa.impressionante il finale di corsa di meeusen, che mi sembra confermarsi il corridore più brillante di questo inizio stagione.

mathieu van der poel è arivato al traguardo davvero stremato. ha avuto bisogno di parecchio tempo per recuperare il fiato, anche più di quello che ha avuto se non fosse stato subito braccato da un (maleducato) intervistatore in diretta tv. la sua gara è comunque più che positiva, perchè un corridore giovane che sembra avere nella tenuta sulla distanza il suo comprensibile tallone d’achille conclude comunque una gara durissima a ridosso dei primi.
il futuro è suo, e ce lo dice anche sven nys, che di questi tempi non ne ha proprio e che così in difficoltà non lo si vedeva da… ummm… direi da quasi 20 anni. l’imperatore ha ormai 38 anni e mezzo e viene forse il dubbio (per quanto assurdo possa sembrare) che pure lui sia un essere umano. o qualcosa di simile.
non penso che questa sia la sua eclissi, ma è evidente che in questa stagione vincerà molto meno del passato (resta comunque a 3pt dalla testa del SP), che insomma è iniziata l’inevitabile parabola discendente. e non oso immaginare quanto stia bastemmiando il buon albert al pensiero. il bello di nys è che comunque chiude incazzatissimo per la sua prestazione, gira la bici e se ne va appena passato il traguardo, e dimostra che per quanto le gambe non siano quelle che vorrebbe la voglia di vincere resta tale e quale. chissà che non sia la volta buona che la sua stagione parte a scoppio ritardato, e magari finisce per beneficiarne nel maledettissimo (per lui) mondiale.
il vero elemento di interesse di oggi resta comunque il percorso di gara, ricavato in una sorta di circuito per corse automobilistiche (alla Zolder, per intendersi), con la gara che entrava e usciva dal circuito, correndo sull’asfalto, sul prato interno, sui campi esterni. il tutto nell’unica, rarissima, prova del SuperPrestige in vallonia, dove si perderanno un po’ di spettatori e un bel po’ di litri di birra, ma dove si allarga l’interesse verso una competizione che sia almeno pan-belga.

un tracciato davvero assurdo, nel bene e nel male, come non ne vedevo da tempo a questi livelli.
non riesco a dire se bello o brutto, ma sicuramente durissimo… tanto che la giuria ha limitato la corsa all’ora secca se non qualche minuto in meno… e i corridori devono davvero ringraziare il clima, perchè con il brutto tempo oggi, o anche solo più pioggia nei giorni precedenti, sarebbe stata una carneficina.
tracciato riassunto dai suoi due elementi chiave: quel muro massacrante, che in altre corse sarebbe stato una scalinata (tanto che l’organizzazione ha dovuto mettere delle corde al servizio del pubblico) e quella lunga parte sul circuito per gare automobilistiche, raddrizzata dallo spettacolare rettilineo d’arrivo: un drittone in salita che andrebbe riutilizzato anche per gare su strada, il classico “rettilineo-hushovd“.

indubbiamente un tracciato di gara molto innovativo, staremo a vedere se segnerà una “tendenza” nel ciclocross del domani o se resterà una felice eccezione.

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