Il Tour visto dal divano. giorno 0.

Domani, tra poco più di 14 ore insomma, inizià il tour.

la crono di utrecht si aprirà con io mio mito Daniel Teklehaimanot e si chiuderà con il redivivo Nibalinejad. due parentesi umane che racchiudono tutto il bello di questa corsa: prima il coraggio e la spensieratezza del tekle pioniere d’africa, poi
quel corridore atomico che -come un anno fa- si veste della maglia di campione iraniano proprio a ridosso del Tour sostituendo il grigio e tristo nibali degli altri 11 mesi dell’anno.

sarà un tour importante questo che arriva, e non soltanto per la sfida tra i big 4 (no, qui gli slayer non c’entrano) che sta scaldando tutto l’ambiente [in tal proposito linko una lunga chiacchierata cui ho partecipato, qui] ma anche e soprattutto per il peso tecnico e politico che QUESTO tour più di ogni altro sembra aver assunto.
un tour in cui si andrà a fare la tara ad un percorso brutto – bruttissimo che sa di futuro del ciclismo moderno, con quelle due linee parallele, una a nord e una a sud, che amputano il cuore della francia che è il cuore stesso del tour e che amputano il chilometraggio e le cronometro, in nome di una polivalenza che proprio non esiste [link numero2: del percorso e delle sue tappe più intriganti ne parlo estesamente, qui].
un tour in cui uno dopo l’altro stanno venendo al pettine i nodi più complicati del governo del ciclismo, da quella riforma che pare essere naufragata prima ancora di salpare ma anche di aver lasciato dietro strascichi pesanti che emergeranno giorno dopo giorno… sino ad arrivare a un tema semplice eppur reietto come quello della parità di genere, che il ciclismo continua a faticare ad affrontare. passando per il caso che si sta sviluppando ora, nel real time della notte prima del via, con il famigerato (inutile e dannoso) MPCC che cerca di fermare Boom e l’astana in bilico tra una soluzione di realpolitik e una reazione più umana, viscerale, saggia come sempre quando si parla di Vino, riassunta nelle parole “fuck MPCC“.

in mezzo c’è un tour che si corre, che dovrebbe vincere quintana ma che potrebbe vincere anche pinot. che si spera in definitiva, per una questione più fiamminga che iraniana, che venga vinto da un quasi impossibile contador.
[link numero 3 e poi basta: una mia carellata sui protagonisti, ad eccezione di Barguil, sta qui]

nel frattempo si parte tra poco, il divano è già caldo, io ho disdetto tutti gli impegni (o quasi) per tre settimane e riempito il frigo di birre e caffè freddo… le birre pero’ stanno già finendo quando ancora tekle non ha mosso la prima pedalata. a prescindere da tutto ciò, sarà un tour esaltante come sempre, perchè è la passione ad esaltare.

[ecco gli altri link, seguitelo su twitter, su CrampiSportivi e qui, oppure fatevelo raccontare dagli Elio & le storie tese]

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