Il Tour visto dal divano. Giorno 4.

Padre Rigo ha ricevuto le stimmate

tappa disegnata male, pascolata a lungo, ma bella lo stesso perchè queste strade la bellezza la incarnano.
si potrebbe dire che la montagna ha partorito il topolino, da un punto di vista di classifica (pinot escluso, cazzo) è anche vero, ma dal punto di vista emozionale no… la montagna ha partorito il carroarmato, e ne è valsa la pena.
bravo il pornodivo tony martin a prendersi quella maglia che continuava a sfuggirgli, bravissima la EQS a ottenere la prima vittoria sul pavè della sua stagione (siamo al teatro dell’assurdo) con un lavoro di squadra encomiabile. nel finale, dopo due giorni di meritate critiche, c’è addirittura cavendish a fare lo stopper in testa al gruppo in favore del suo compagno lanciato verso la maglia gialla. d’altronde è stata una giornata di gregari fantastici, da castroviejo a oss, passando per un funambolico sagan, di cui voglio andare a cercarmi delle immagini da conservare… se contador dovesse ottenere qualcosa di importante a fine tour, dovrà ringraziare sagan più e più volte per questa giornata.

ora, dire chi sia il favorito di questo tour non è semplicissimo. di certo c’è un froome che cresce ogni giorno che passa – forse pure troppo –  ma in fondo pure nibali e contador hanno dato una gran bella impressione oggi. il siciliano ha fatto il ritmo indiavolato in più occasioni (ribadendo ancora una volta la demenza del ciclismo moderno, che relega un corridore del genere al solo TdF quando pure nelle classiche potrebbe essere tra i protagonisti) mentre il madrileño ha chiuso con i migliori nonostante un cerchio spezzato, un netto passo avanti rispetto a Huy (dove pure mi sembra che i problemi non fossero solo di gambe, a vista). ne manca uno… ecco, perchè se c’è un corridore che fin qui doveva andare in difficoltà, quello era nairo quintana: difficile per lui la mini-crono di apertura, difficilissimo destreggiarsi tra i ventagli con una movistar non certo attrezzata nel limare, dura concludere bene su una salita di pure esplosività come huy, praticamente impossibile difendersi per un peso piuma come lui tra le pietre del pavè. ecco, quintana è lì. un po’ indietro, perchè i ventagli sventagliarono, ma pur sempre diciassettesimo, a due minuti da froome.
se devo riguardare un bilancino di chi doveva perdere e di chi doveva guadagnare in queste prima giornate, insomma, quintana è in attivo (così come froome), contador sta nel mezzo, nibali è in passivo (benchè oggi si sia visto di nuovo nibalinejad).
ma considerando il menù di questo tour, di cui il caos è l’antipasto ma le montagne sono le portate principali, io timidamente continuo a vedere il colombiano come il favorito. riaggiorniamoci dopo la cronosquadre.

la tappa, con questo caldo qui sul divano, vale tutte le sue cinque birre e riscatta l’inserimento del pavè nei GT, che poteva sembrare un azzardo dopo il 2014. lo scorso anno è stato straordinario, ma nel vero senso della parola.
strade da ripetere, pure con frequenza (e non solo queste… caro mauro vegni).

In Tour, da ciclismo.it: Tony Martin in giallo sul pavè

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Un pensiero su “Il Tour visto dal divano. Giorno 4.

  1. Bell’analisi su Quintana. Io oggi lo davo per spacciato, invece si è difeso. La cronosquadre alla fine potrebbe essere decisiva sia per Nibali che Quintana, se dovessero perdere ancora terreno la vedo dura con un Froome così caparbio e galvanizzato.

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