Il Tour visto dal divano. Giorno 4.

Padre Rigo ha ricevuto le stimmate

tappa disegnata male, pascolata a lungo, ma bella lo stesso perchè queste strade la bellezza la incarnano.
si potrebbe dire che la montagna ha partorito il topolino, da un punto di vista di classifica (pinot escluso, cazzo) è anche vero, ma dal punto di vista emozionale no… la montagna ha partorito il carroarmato, e ne è valsa la pena.
bravo il pornodivo tony martin a prendersi quella maglia che continuava a sfuggirgli, bravissima la EQS a ottenere la prima vittoria sul pavè della sua stagione (siamo al teatro dell’assurdo) con un lavoro di squadra encomiabile. nel finale, dopo due giorni di meritate critiche, c’è addirittura cavendish a fare lo stopper in testa al gruppo in favore del suo compagno lanciato verso la maglia gialla. d’altronde è stata una giornata di gregari fantastici, da castroviejo a oss, passando per un funambolico sagan, di cui voglio andare a cercarmi delle immagini da conservare… se contador dovesse ottenere qualcosa di importante a fine tour, dovrà ringraziare sagan più e più volte per questa giornata.
Continua a leggere

Annunci

Il Tour visto dal divano. Giorno 3.

al di là del froome che sale come un treno, del nialinejad che si difende senza ricorrere all’atomica, del quintana che sta lì, sornione, ma mica si stacca, e del contador che come sempre non capisce come affrontare questa salita, la tappa di Huy finirà per essere ricordata soltanto come la tappa della caduta.
una caduta brutta, di quelle che possono fare davvero male, perchè arriva in rettilineo e a gruppo lanciato, su una strada in leggera discesa dove si fanno grandi velocità (no, non i 90kmh suggeriti dall’ing.Cane in persona alla gazzetta, ma 60 sì). Continua a leggere

Il Tour visto dal divano. Giorno 2.

se avevo sempre pensato, e continuo a pensarlo, che questo tour fosse pericolosamente privo di km a cronometro necessari per creare il giusto casino (i giusti distacchi) prima delle montagne, una giornata del genere mi riconcilia abbastanza con un percorso del genere.

100 km di follia contro il vento, contro la pioggia, contro la nebbia, contro paolini&pozzato&cancellara (che quando sale sul palco soffre della stessa amnesia del suo sodale a wevelgem) che buttano le necessarie molotov in mezzo a un gruppo che rischiava di restare imballato a lungo, troppo lungo. ce li si poteva aspettare, ma non era scontato che andasse così, troppo spesso le attese vengono deluse. pure la vittoria del “no” in Grecia era attendibile e auspicabile, ma fino all’ultimo.. Continua a leggere

Il Tour visto dal divano. Giorno 1.

dennis ha schiantato la tappa tanto quanto mi sono schiantato io su tre cuscini ricoperti di polvere e sabbia.
una tappa bella e corta, calda e combattuta, almeno per quelli davanti, in cui i big della cronometro capitolavano, uno dopo l’altro, dietro alla prestazione gigante di questo talento australiano che ci aspettiamo sempre che spicchi il volo, senza accorgerci che il volo l’ha già spiccato.
Continua a leggere

Il Tour visto dal divano. giorno 0.

Domani, tra poco più di 14 ore insomma, inizià il tour.

la crono di utrecht si aprirà con io mio mito Daniel Teklehaimanot e si chiuderà con il redivivo Nibalinejad. due parentesi umane che racchiudono tutto il bello di questa corsa: prima il coraggio e la spensieratezza del tekle pioniere d’africa, poi
quel corridore atomico che -come un anno fa- si veste della maglia di campione iraniano proprio a ridosso del Tour sostituendo il grigio e tristo nibali degli altri 11 mesi dell’anno.

sarà un tour importante questo che arriva, e non soltanto per la sfida tra i big 4 (no, qui gli slayer non c’entrano) che sta scaldando tutto l’ambiente [in tal proposito linko una lunga chiacchierata cui ho partecipato, qui] ma anche e soprattutto per il peso tecnico e politico che QUESTO tour più di ogni altro sembra aver assunto. Continua a leggere