[CxZolder16] L’estate sta finendo

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in questo weekend si corre il mondiale di ciclocross che -di fatto- chiude la stagione. una stagione strana, con pochi e schiaccianti padroni che saranno gli stessi a giocarsi l’iride. una stagione di cui mi rendo conto di aver scritto molto poco e solo altrove, ma chi se ne frega.
una stagione unica come unico sarà questo mondiale, l’ultimo del più grande.

si corre a Heusden-zolder, che è una località che qualsiasi appassionato di ciclismo conosce fin troppo bene.
Sven Nys correrà il suo ultimo mondiale. e Thibau invece ha corso il suo primo, anche se solo in televisione.
la ricognizione del tracciato infatti arriva da sporza (e dove altro?) con in sella il ct De Bie e proprio il giovane Nys (non guardategli gli occhiali), che se il passaggio cromosomico funziona come in casa Van der Poel ci sarà da divertirsi un domani. che dire se non speremmu?
per chi non fosse sopravvissuto al larsen vocale di Linde Merckpoel in discesa, ecco una breve sintesi: il tracciato è grosso modo il classico di zolder, con quella prima curva in cui “vanno a terra in otto su dieci” (sven dixit) e quel suo passaggio hardcore sotto le tribune salendo verso l’osservatorio che da solo vale il prezzo del biglietto e la picchiata fangosa (speremmu, bis) a tornare sull’ex circuito automobilistico. tolto un brevissimo muretto di sabbia il circuito è un classico e l’arrivo, a occhio e croce, è proprio lo stesso di Zolder. Quella zolder. l’unica zolder.

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a Heusden-Zolder finalmente è prevista pioggia. già da domani, quando correranno le donne e gli juniores. saranno corse da vedere con attenzione, specie quella femminile in cui eva lechner si gioca una medaglia che sarebbe meritatissima (non dico quale), ma da qui in poi parlo soltanto della gara Elite maschile. A differenza della FCI e di Fausto Scotti, insomma.

già perchè l’ultimo colpo di genio federale, e questa volta siamo a livelli di psichedelia che Jerry Garcia in confronto è un pivellino, è quello di non schierare corridori al via del mondiale elite, pur avendo diritto addirittura a cinque posti. Una scelta al risparmio impossibile da applaudire, con un mondiale vicino a casa per il quale probabilmente la maggior parte degli atleti sarebbe stata disposta persino a pagarsi la trasferta di tasca proprio. Ma no, qui il risparmio non c’entra, c’entra soltanto la tensione verso l’estinzione.
da FCI parlano di “scelta storica” e specificano di aver puntato sul portare atleti per le prove giovanili e femminili dove ci sono più chances di medaglia. storica un par di palle, verrebbe da dire, visto che l’abbiamo già vista persino su strada, qualche anno fa a melbourne, quando la nazionale di Bettini rinunciò a schierarsi al via nella cronometro elite per le stesse, misere, motivazioni.
Sia chiaro, che in federazione per una volta si punti maggiormente a categorie di solito più snobbate è un bel parlare, peccato che qui si va contro ad ogni idea di sport: al mondiale partecipano giapponesi e neozelandesi (il mitico castoro Angus Edmond) ma nessun italiano -paese dalla sua porca storia in questa disciplina- perchè non ci sono possibilità di vincere?! E come pensano di vincere un domani se la strada scelta è questa? che cosa devono pensare i corridori che si fanno il culo (quasi sempre smenandoci soldi ed energie) per tutto l’anno per poi vedersi sottratta anche solo la possibilità di presentarsi al via? probabilmente devono iscriversi a una Gran Fondo, questo è il ciclismo che conta qui a Bananas. Qui dove una federazione dovrebbe avere a cuore la crescita del proprio sport, e invece preferisce trasformarsi nell’onnipresente partito delle porte chiuse, proprio mentre si annuncia il ritorno della Coppa del Mondo in italia dal 2017. una scelta avvilente, l’ennesima scelta avvilente che arriva da chi parla sempre di polivalenza senza mai far seguire alle parole i fatti. [e come scrivono altri, in FCI si bulleranno da gradassi nel caso di un risultato di gioele bertolini tra gli U23, atleta valido e stimato che nella prova di categoria ha buone chance di ben figurare, anche perchè gli U23 migliori corrono altrove, laddove gli italiani manco si presentano].

spiace per chi non ci sarà perchè non potrà dire nemmeno di aver partecipato a una gara di alto livello, che si presenta come uno scontro frontale tra due nomi soltanto: Mathieu van der Poel e Wout van Aert.
da una parte c’è l’iridato olandese che di questi tempi non sente la catena e correrà come uomo da battere, fresco come chi ha corso solo metà stagione (do you remember niels albert?). dall’altra c’e’ un belgio più compatto che mai intorno al suo capitano, e questa è già una notizia inaudita. di fatto van aert (che sostiene di correre col freno a mano tirato da natale) ha un solo avversario interno ed è meeusen. a pauwels è stato donato un compagno di team come Vanthourenhout per pareggiare l’omaggio di Merlier a van Aert (e le lacrime di Toon Aerts dopo l’ultima tappa di coppa del mondo parlano più chiaro di qualsiasi parola, anche riguardo alla scelta di federciclismo), ma pauwels (che da queste parti è un idolo quasi religioso) non sembra avere il carattere per imporsi in questa selezione. E non l’ha mai avuto, tanto che per la prima volta nella storia -a mia memoria almeno- c’è addirittura Sven Nys che dichiara di correre in appoggio ad un compagno.
Per trovare un unico altro possibile contendente bisogna tornare in olanda, dove Lars van der Haar cercherà ancora una volta di affermare non solo la sua esistenza sotto i riflettori, ma pure quella di una piccola generazione di mezzo che rischia di cadere nell’oblio proprio come quella che l’ha preceduta.

Copione scontato: VDP attaccherà a tutta già dai primi due giri, poi come va va. Se fa il vuoto la medaglia d’oro è andata perchè sin qui nesuno ha dimostrato di essere in grado di rimontarlo concretamente. se invece uno o più dei soliti sospetti riesce a tenerlo a vista, allora ne riparliamo. Occhio però che quando i mondiali si presentano come una sfida diretta tra due contendenti e nessun altro, tante volte i due stessi finiscono per annullarsi, e dunque qualcuno i suoi sogni legittimi potrà conservarli. il mio sogno impossibile è che sbuchi fuori un Mourey, un Taramarcaz, un Powers, o ovviamente che Nys si ritiri con la maglia iridata addosso

sì, perchè la verità è che domenica il risultato conterà meno del solito, perchè in quell’ultimo giro mentre Mathieu volerà verso il suo secondo titolo iridato in due mondiali disputati, ci saranno 70mila persone (questi sono i numeri attesi dagli organizzatori) ad incitare solo ed esclusivamente Sven Nys.
io non mi intendo granchè di emozioni, però al solo pensiero mi si rizza ogni pelo del corpo.

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PICCOLO SPAZIO INFORMATIVO
i mondiali saranno trasmessi integralmente sul canale youtube dell’UCI con questo palinsesto
Sabato 30
10h50 uomini Junior
12h50 donne U23
14h50 donne elite
Domenica 31
10h50 uomini U23
14h50 uomini Elite
alcune gare, non so quali, andranno in onda pure su Bike Channel che si può vedere su Sky ma solo se si hanno determinati abbonamenti (e non so nemmeno quelli, ma leggo di gente incazzata perchè è scomparsa dal pacchetto base. vabbè, è sky).

il mondiale di Heusden-Zolder in 3 minuti o poco più lo racconterò lunedì mattina a Olio di Canfora, dalle 9.35 su radiopopolare.

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