Leoni e leoncini

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E’ una vita che mi occupo di biciclette e di ciclismo (e di pochissime altre cose), ma fino a ieri Antoine Demoitié non sapevo nemmeno chi fosse. Se volessi fare il giornalista serio ora andrei a ripercorrere la sua carriera, a cercarne i numeri su cqranking o procyclingstats, a tradurre qualche pagina dei siti sportivi belgi per ricostruirne la storia. ma qui non mi interessa, perchè tanto antoine demoitie resterà soltanto un altro, l’ennesimo numero di una strage che non accenna a diminuire la sua richiesta di sangue.

Antoine Demoitié è morto in gara, durante una corsa splendida come la Gent-Wevelgem, nobilitata dall’attacco di Sep Vanmarcke, dalla solare resistenza di vyacheslav Kuznetsov, dall’aggressiva rivalità tra fabian cancellara e peter sagan, uno che a furia di scornarsi coi rivali sta diventando il motore stesso delle classiche, e finalmente è premiato. Di mezzo a tutto ciò è morto Antoine Demoitié. Ed è morto perchè è stato ucciso anche lui, come troppi altri colleghi prima. ammazzato da una motocicletta in strada, come aveva rischiato di capitare a stig broeckx alla kuurne-bruxelles-kuurne, e a tanti altri -da fuglsang a van avermaet, da sergent allo stesso sagan- negli ultimi mesi. Continua a leggere

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Dividi et impera. Di neve, merda e Tirreno

Copenhagen2013_70831xa Courtesy of Gehl Architects Aps, Copenhagen, Denmark

i fatti attuali alla Tirreno-Adriatico parlano di una tappa (la foligno – monte san vicino) annullata già dal pomeriggio del giorno precedente.
il motivo è la neve sull’ascesa finale (forse addirittura sulle altre ascese previste, questo non si è capito), scelta corroborata dall’organizzazione con la diffusione di una foto confusa in cui si scorge una strada parzialmente coperta dalla neve tra nebbia e prati imbiancati. la stessa RCS dice che le previsioni sono pessime per il giorno successivo, e qui la cosa inizia a scricchiolare.
1) da che mondo è mondo se il problema è il maltempo prima vai a dormire, e poi la mattina prima della corsa annunci il da farsi. tante volte si è fatto persino nel corso della gara (come alla concomitante Paris-Nice; ah già, ma la Paris-Nice è una corsa ASO, e siamo in guerra);
2) tutte le previsioni meteo più accreditate (di cui una gara di questo livello dovrebbe avvalersi con cura) prevedono invece temperature in rialzo e scongiurano il rischio neve sotto i 1400 m. le foto catastrofiche ritraggono un’area in cui ha nevicato parecchio la settimana scorsa;
3) una corsa importante come la Tirreno non può pensare di non avere un piano B per una tappa sopra i 1000m a marzo, specie se è la tappa decisiva come in questo caso. eventualmente anzi sarebbe tenuta ad avere anche un piano C, ovvero una tappa anche radicalmente differente (ad esempio corsa nel fondovalle con solo un arrivo a metà salita, la geografia di queste zone peraltro aiuta tantissimo, non siamo sulle dolomiti) ma che non comporti uno stop assoluto per i corridori, con conseguenze immaginabili su sponsor, enti locali, spettatori, tv, ecc… Vegni sostiene che ci fosse un piano B ma era impraticabile perchè le zone erano ugualmente a rischio, si riparte da capo ma peggio.
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