Paleontologia e modernità (o della Federciclismo che verrà… forse)

roveretocampana

Il prossimo 14 gennanio, nell’ingiustificato scenario del Mart – Museo d’arte moderna e contemporanea di Rovereto, la Federazione Ciclistica Italiana voterà il suo nuovo governo, e il presidente che la guiderà nei prossimi 4 anni. Al di là dell’indigestione di maiuscole (non lo faccio più, promesso), il passaggio è quantomai significativo per un ciclismo italiano in crisi drammatica di fondi, prospettive, risultati e idee. Come io la pensi sulla lunga epoca di dittatur governo  di Renato di Rocco è cosa nota, e non posso che auspicarmi (senza grandi speranze, invero) che Rovereto rappresenti il definitivo tramonto di questa fase. Ad ogni modo, non avendo diritto di voto ne’ io ne’ i pochissimi che leggeranno quanto segue, mi astengo dai proclami e mi limito a riportare lo scenario imminente. Pur avendo parecchie cose migliori da fare (e grazie ar cazzo, ci vuole poco) e soprattutto da scrivere, ho dedicato le serate di queste vacanze a leggermi per intero le 42 pagine dei vari programmi elettorali. Quella che segue è una sintesi, molto poco oggettiva, a beneficio di curiosi, impiccioni e sognatori. sarà lunga, e nemmeno troppo coinvolgente.

notestoriche

A Rovereto si presenteranno 3 o 4 candidati, il numero definitivo ondeggia in base ai chiari di luna degli organi di repression giustizia federali. Speriamo almeno che non si riducano a 2, o più classicamente a uno, nelle prossime giornate. In nome del conservatorismo istituzionale, non si può non partire da un uomo dalla salute cagionevole (così almeno dicono alcuni suoi avversari), uno che “ha dedicato la sua vita allo sport” e che da un decennio abbondante governa il ciclismo italiano: herr Renato di Rocco.

da presidente uscente (legittimamente, sia chiaro), più che stilare un programma snocciola quanto fatto. un classico di chi chiede una ri-elezione, benchè strida da subito con il titolo scelto. L’ambizioso non-programma di Renato di Rocco (questo) si intitola infatti “Il ciclismo volta pagina“. Lo strumento proposto per voltare pagina è l’elezione al quarto mandato consecutivo dello stesso presidente federale (qui un elenco parziale dei suoi incarichi) che, come confessato candidamente a Ultimo chilometro, punta a superare Omini per longevità e mettersi in coda al famigerato Rodoni.

l’innovativo programma dirocchiano si apre con un lungo preambolo sul perchè della candidatura. in sintesi, il dirigente abruzzese fa capire che negli ultimi 11 anni di presidenza (o forse negli ultimi 40, ovvero da quando Di Rocco fa parte del governo ciclistico) si è soltanto “imboccata la direzione giusta” (come indicato da Elia Viviani “con un twitter“) ma il lavoro da fare è ancora lungo.

Insomma, la sfida intriga, accresce e stimola l’orgoglio di rappresentare il Ciclismo italiano rigenerato nella mentalità e nell’immagine. Mi spinge nuovamente ad assumere una responsabilità in coerenza con tutto l’impegno che ho prodigato in questi anni.

Il programma prosegue poi per 14 pagine, articolate per punti, di cui riporto i passaggi essenziali:

* Democrazia Partecipata – Fare Sistema

Non va messa la camicia di forza al movimento con disposizioni rigide e uniformi calate dall’alto. Quando furono imposte nella fase peggiore attraversata dalla nostra Federazione provocarono la reazione dei Delegati delle Società all’Assemblea di Levico che li rimosse e mi elesse riappropriandosi della sovranità in tutte le espressioni di indirizzo di politica sportiva.

(qui spiega come le ultime elezioni furono un netto voto per Di Rocco come critica al precedente governo Di Rocco)

* Trasparenza

Coordinamento e interscambio tra territorio e centro da potenziare attraverso la rilettura delle attività e competenze dei CR; Funzione più attiva e propositiva dei rappresentanti regionali nel Consiglio Federale, che dovranno stilare rapporti periodici sulle esigenze e le criticità rilevate nelle varie Regioni; I Comitati Regionali, attraverso la programmazione intersettoriale, in accordo con i settori e con i tecnici nazionali, dovranno studiare le iniziative più idonee nell’ambito di propria competenza; Ai Vice Presidenti ed ai Consiglieri Federali, oltre al compito di vigilare sul rispetto delle disposizioni approvate dal Consiglio Federale, saranno affidate specifiche responsabilità di controllo, di orientamento e stimolo sui vari settori dell’attività federale

* Formazione

La Federazione dovrà svolgere una funzione di maggiore supporto e sostegno alle attività periferiche attraverso una consulenza mirata, non disgiunta dai programmi di formazione dei dirigenti degli organi territoriali e delle Società.

Le Regioni, o gruppi di Regioni per aree geografiche, saranno coinvolte nell’organizzazione di corsi concordati con il Settore Studi Nazionale, nel rispetto dei percorsi didattici già impostati per tutte le categorie, al fine di accrescere e consolidare il patrimonio di operatori di altissimo livello in tutti i campi. Sarà arricchita, a tale scopo, la collana di testi e strumenti didattici multimediali aggiornati, nell’ottica di formare nuove figure professionali e professioni per collocare ex atleti od avviare opportunità post carriera ciclistica

(prosegue poi con la pubblicità di un Seminario di Biostatistica dell’Università di Roma, tecnicamente credo sia un “product-placement”)

* Multidisciplinarietà

– Sviluppare sempre più la rete di presidi territoriali pluridisciplinari. – tremite CR e Settore Studi
– Incoraggiare e sostenere la partecipazione degli Esordienti ed Allievi agli eventi internazionali di BMX, MTB e Pista
– Valorizzare anche il Trial a livello giovanile come palestra per l’affinamento delle doti di agilità, equilibrio, autocontrollo e padronanza del mezzo
– intensificare le azioni con le Istituzioni e le Autorità competenti volte ad agevolare gli adempimenti burocratici per l’organizzazione delle manifestazioni ciclistiche
– Giro d’Italia U23 (che sarà sostenuto tramite crowdfunding “in gestione con l’ Eppelà“)

* Cronometro

* Promozione e proselitismo

sarà incrementata la distribuzione di opuscoli contenenti informazioni sui Centri Scuola di Ciclismo

Il Settore Giovanile Nazionale supporterà i Comitati Regionali e gli operatori giovanili sul territorio nella programmazione dell’attività pluridisciplinare all’interno dei velodromi, dei ciclodromi e bike park.

* Progetto BMX

cambiamento della guida della nazionale BMX, per recuperare la tradizione e la cultura tecnica della scuola italiana e per assecondare una completa interazione ’formativa’ con le società di settore

* Giudici di gara
(elenca solo risultati raggiunti in the field of bureaucracy)

* Settore Amatoriale
(idem come sopra e poi…)

Oggi il Settore può e deve essere la nostra “testa di ariete” per spingere le Autorità Governative, le Istituzioni Regionali e Locali a realizzare spazi ed itinerari protetti urbani e territoriali, a considerare sempre più la bicicletta come risorsa primaria per la difesa e la valorizzazione dell’ambiente, la lotta all’inquinamento, il risparmio energetico, la valorizzazione dei territori.

* Impianti
(dopo un’esaltazione di Montichiari ed un’auto-attribuzione della sei giorni di Fiorenzuola, elenca i prossimi interventi sulle strutture)

Nel rispetto della procedura europea abbiamo lanciato il bando per l’aggiudicazione dei lavori relativi al Velodromo a Treviso. Siamo ormai alla fase finale per la realizzazione di questo impianto.
Il Comune di Marcianise ha recuperato la disponibilità del Velodromo e con il Ministero dell’Interno si sta valutando la destinazione di fondi per procedere alle opere di messa a norma e rifacimento locali e manto della pista.
Anche il Velodromo di Noto è in fase di recupero e completamento lavori. Già ospita un impianto di Pump Track con un bel numero di atleti praticanti, insieme alla riapertura di San Francesco al Campo – Torino.
I programmi per lo sviluppo dell’attività pluridisciplinare potrebbero avvalersi in tempi brevi di  un Centro Tecnico Federale in località Il Ciocco, con pista di discesa e di BMX e un secondo a Casale del Marmo a Roma, con bike park, pista permanente MTB, Downhill, anche per principianti pista e BMX all’interno dell’impianto delle Fiamme Azzurre.

* Paraciclismo
* Progetto Solidale
* Movimento femminile
“Rappresenta il nostro gioiello di famiglia” (non a caso è relegato al tredicesimo punto del programma)

* Statuto
(merita di essere riportato integralmente)

Nel precedente programma di candidatura avevo promesso un appuntamento assembleare nel biennio con la missione di porre rimedio alle tante contraddizioni del testo attuale, di semplificare e rendere più agevoli le procedure in vista dell’Assemblea e introdurre una più compatibile definizione dei Master che incidono sui quorum Atleti. Nel periodo però è pervenuta in Federazione una cartella esattoriale dell’INPS per 347.519,55 euro di mancati contributi previdenziali dell’ultimo decennio, che ha suggerito di dare precedenza al piano di risanamento condiviso con il CONI.
Una scelta di gestione da buon padre di famiglia che ha dato priorità alle esigenze del nostro movimento.
Ora sono note a tutte le Società le modalità delle modifiche  effettuate dal CONI per il tramite di un Commissario ad Acta. Non resta che riproporre la possibilità di convocare un’Assemblea Straordinaria alla prima occasione utile, fissando l’obiettivo nuovamente alla scadenza del biennio.

* Organi di giustizia
* Tutela della salute – lotta al doping
* Gruppi militari
* Struttura tecnica
* Informatica – sito federale

* Comunicazione

Un ulteriore salto di livello potrebbe essere rappresentato da un canale monotematico che raccolga tutte le produzioni, anche di qualità, già sostenute dagli organizzatori o trasmissioni di TV locali già dedicate al Ciclismo, per aumentarne la diffusione ed i passaggi sul territorio nazionale. Il progetto era stato messo in stand-by per motivi economici, ma torna di attualità e potrebbe produrre risorse alternative oltre a generare ed amplificare i prodotti già realizzati.

* Marketing
(al di là del lodare l’ufficio marketing, questo punto si avventura in tutt’altro genere di campagne. Curiosamente riportate qui, danno il polso di quale sia l’interesse riservato al tema della sicurezza, che dopo essere stato snobbato nei lunghi anni di governo, pure qui sembra non essere degno di spazio)

Abbiamo già avviato in sinergia con la Presidenza del Consiglio un progetto coordinato dal Ministero dell’Interno ed il Ministero dei Trasporti e delle Infrastrutture che prevede l’inserimento nei quiz per il rilascio della patente delle regole che il conducente di auto è tenuto ad osservare in presenza di ciclisti e di gare ciclistiche.
Ritengo giunto anche il momento di aprirsi al mercato con professionisti di settore e di cavalcare le campagne sociali a tutela del ciclista e degli utenti della bicicletta in gara e nel traffico urbano. Penso ad una campagna di informazione pubblica che regoli il transito delle gare ciclistiche, il ruolo delle Scorte Tecniche e il passaggio della carovana.

L’ultimo paragrafo è intitolato “Da Rio a Tokyo” e mi ha ricordato molto la prima volta che studiai gli tsunami

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La sfidante più accreditata al favorito dirocchiano è la figlia d’arte Norma Gimondi: avvocato, appassionata di ciclismo e accanita praticante, nonchè ex-componente della Corte d’Appello Federale e arbitro per l’UCI. Quello di Norma Gimondi, come sottolineato anche da Cicloweb, è forse l’unico vero programma presentato per questa elezione. Articolato su ben 18 pagine (queste), il programma sviscera punto per punto le prospettive di lavoro, benchè non approfondisca mai in maniera troppo specifica gli indirizzi, probabilmente allo scopo di lasciarli a una discussione successiva.
quello che si evince dal programma della bergamasca, infatti, è l’intenzione di ristrutturare innanzitutto il metodo con cui la FCI dovrà lavorare: abbandonando del tutto le pratiche verticistiche che l’hanno contraddistinta nell’ultimo decennio, per tornare –dopo una riforma elettorale– a ruolo di coordinamento. Curiosità, in tutto il suo programma la parola doping compare una volta soltanto, segnale più chiaro che mai di un desiderio di cambiamento.

anche in questo caso, dei 15 punti del programma riporto i passaggi principali:

* Premessa

Il ciclismo italiano è il più evoluto e importante del mondo. Il posto che deve avere è quello. In Italia esiste un’industria, quella legata alla bicicletta, che si poggia sull’inventiva e l’originalità, che tutti ci invidiano, del Made in Italy. La federazione deve tornare a essere la prima al mondo, rinnovarsi e diventare un esempio per tutti.

* Le società ciclistiche: una realtà da incoraggiare e non disperdere
qui di fatto la candidata sgancia la prima bomba:

rimodulazione del contributo ai CR, che va sicuramente potenziato ma legato a parametri certi e in considerazione della reale attività svolta a livello regionale.

Sarà preso in considerazione il regolamento di partecipazione alle gare regionali Under 23 – Élite: in alcuni casi, l’attuale norma ha provocato distorsioni e disuguaglianze che hanno penalizzato i singoli partecipanti a prescindere dai valori individuali in campo.

Grande attenzione sarà riservata all’attività delle formazioni Continental

* Federazione ciclistica italiana: democrazia, partecipazione, trasparenza
questo è il nucleo fondante del programma della candidata, tanto che vale la pena riportarlo ampiamente:

entro il primo anno dall’elezione si tenga un’Assemblea nazionale straordinaria dedicata alla riformulazione dello Statuto, preceduta dalla nomina immediata di un’apposita Commissione e affiancata da un contemporaneo appuntamento assembleare dedicato ai temi e alle problematiche concernenti l’attività

Nel progetto di riforma saranno inserite proposte relative alle incompatibilità e ai requisiti di eleggibilità; la limitazione a due mandati consecutivi, senza alcuna eccezione, per il Presidente federale; la presenza dei presidenti regionali in CF; un nuovo ruolo per la Segreteria generale, da considerare struttura e non più organo centrale, così come avviene in altre federazioni; il ripristino dell’Assemblea del biennio, momento fondamentale di confronto e dialogo fra le varie componenti del movimento; la futura partecipazione effettiva di tutte le Società aventi diritto a voto all’Assemblea nazionale

Nonostante i numerosi piani di rientro presentati al CONI, le situazioni di passività, per troppo tempo considerate solo eredità delle gestioni passate, non sono ancora state, dopo dodici anni, completamente sanate. Il progressivo depotenziamento dell’attività dei Comitati è andato di pari passo con la riduzione dei contributi a loro assegnati e con una politica di sponsorizzazione mai all’altezza della situazione

All’opacità attuale, a un Consiglio federale che affida le sue decisioni alla buona memoria dei partecipanti e alle decine e decine di delibere d’urgenza assunte dalla presidenza, si sostituirà un Organo deliberativo trasparente, responsabile, al servizio dei tesserati e delle società

Ogni Consigliere sarà responsabilizzato e parte attiva nel processo decisionale. E la delega sarà anche la linea guida per le nomine in seno agli organismi federali e internazionali. Le scelte saranno di preferenza operate al di fuori del Consiglio federale e coinvolgeranno personalità di provata esperienza e capacità. In questo senso, il presidente, il segretario generale e i dipendenti della FCI, visti anche i recenti sviluppi che hanno coinvolto la “Mondiali 2013 srl” (oggi liquidata dopo un concordato non certo lusinghiero per l’organizzazione della rassegna iridata), non potranno fare parte di consigli di amministrazione di società di capitali o di altri soggetti controllati direttamente (o indirettamente) dalla Federazione. Ciò per evitare il sorgere di potenziali quanto spiacevoli conflitti tra controllori e controllati

* La sicurezza, un problema sempre attuale

proponiamo di riaprire, con le autorità competenti,un confronto sul codice della strada. Confronto che comprenda un’attenta analisi dell’articolo 9 del Codice della strada che conduca a un pieno riconoscimento dell’allenamento programmato

procedimenti adottati per il rilascio delle patenti di guida. Ogni utente della strada deve conoscere il significato del messaggio contenuto nella cartellonistica “inizio gara” e “fine gara” anche quando non si trova a stretto contatto con una gara ciclistica. Contemporaneamente sarà necessario che la Federazione promuova, attraverso i Comitati Regionali e Provinciali, un’opera di sensibilizzazione presso le stesse Scuole di guida presenti sul territorio. Da considerare e appoggiare una giornata nazionale dedicata alla “sicurezza stradale in bicicletta”

* Gli spazi per il ciclismo giovanile e una nuova strategia: un progetto concreto e mirato

Multidisciplinare vuol dire anche una ridiscussione inevitabile del premio di valorizzazione. Multidisciplinare significa la pratica assidua di specialità fra loro diverse. Ed è auspicabile che questo avvenga fin dalle prime pedalate con uno spirito ludico, senza prematuri appesantimenti agonistici

Una chance importante è rappresentata dal nostro Made in Italy e dalle eccellenze produttive presenti sul nostro territorio. Ci riferiamo sia ai costruttori di biciclette, all’avanguardia nel mondo, sia a chi si occupa di accessori. La Federazione dovrà proporre e ricercare una collaborazione continua e reciproca con questi importanti poli imprenditoriali.

* Il futuro dell’attività ciclistica: programmazione e professionalità
questa parte del programma di Norma gimondi è articolata per sezioni, ciascuna riguardante una disciplina del ciclismo:

Strada
L’avventura organizzativa “federale” dei Mondiali 2013 non ha prodotto un impatto promozionale come era nelle aspettative. Sarebbe stato meglio, in un momento di crisi economica, supportare le società in difficoltà e salvare qualche prestigiosa gara ciclistica italiana

non era certo la FCI a dover risolvere i problemi di chi organizza e di chi gestisce i gruppi sportivi. La FCI non ha neppure immaginato come affiancare e supportare queste figure nel loro sempre più difficile lavoro. Altri Paesi, non solo europei, hanno saputo affrontare la crisi con ben altra decisione. Il ciclismo francese conserverà, nei prossimi anni, una presenza significativa tra le formazioni World Tour. E lo stesso discorso vale anche per Belgio, Spagna e Olanda. I calendari agonistici di altre nazioni sono stati oggetto di profonda discussione e, in alcuni casi anche recenti, di decise prese di posizione contro l’invadenza della politica globale dell’UCI

La prima misura che proponiamo è l’istituzione di un Fondo di solidarietà dedicato alle manifestazioni “classiche” che versano in difficoltà economica, senza alcuna eccezione di categoria. In secondo luogo un’analisi meticolosa della base dei tesserati, delle gare realmente organizzate in ogni regione e una valutazione attenta dei costi organizzativi. La FCI può e deve farsi parte attiva per ottenere ogni risparmio per chi organizza una corsa ciclistica. L’immagine federale, una volta promossa a dovere, può essere utile per stipulare accordi che consentano la creazione di centri di costo unici, senza dispersione di risorse, a tutto vantaggio delle nostre società

Pista
L’impianto di Montichiari non è mai stato oggetto di un progetto chiaro e a lungo termine e ha programmato la sua attività in scarsa sinergia con il CP e il CR

In più di un’occasione la programmazione ha lasciato a desiderare e la presenza di figure non sempre definibili nel loro ruolo ha sicuramente penalizzato un orizzonte possibile di più ampio respiro.

Non mancano, però, alcuni esempi virtuosi, comunque lasciati all’appassionato lavoro delle società ciclistiche. Uno su tutti (ma fortunatamente ce ne sono altri) il velodromo di Fiorenzuola, che nonostante la crisi economica e l’indifferenza della FCI nazionale prosegue il suo lavoro organizzativo e di reclutamento. Proprio questi Centri di attività dovranno essere al centro di una profonda riflessione. Il loro ruolo dovrà essere considerato centrale dal nuovo CF, così come la rinnovata struttura del Vigorelli di Milano. I velodromi presenti sul territorio dovranno essere considerati a pieno titolo vere e proprie scuole di ciclismo, in cui la pratica multidisciplinare dovrà essere svolta e proposta con il pieno appoggio della Federazione

Fuoristrada
Il fuoristrada italiano ha faticato per ottenere la giusta considerazione e le resistenze a livello periferico sono state superate solo da pochi anni.

L’appiattimento della figura del Maestro, retrocesso a operatore tecnico senza identità dalle ultime scelte federali, non ha certo giovato al movimento.

In generale è mancata la programmazione, e l’eliminazione della figura del referente ha penalizzato non poco l’intero movimento. Il risultato è l’assenza totale di dibattito, la scarsità degli appuntamenti di confronto e verifica fra FCI e CR, in pratica inesistenti, il fiorire (non disciplinato) di circuiti e challenge su più prove e la delega agli organizzatori – con la Federazione di fatto nel ruolo di osservatore – dei circuiti italiani dedicati alle categorie olimpiche (quello XC con un calendario sicuramente da rivedere) e al ciclocross.

Nell’incontro tematico a margine dell’Assemblea per lo Statuto sarà previsto uno spazio dedicato al fuoristrada, un appuntamento “aperto” e rivolto a tutte le componenti del movimento senza alcuna eccezione.

* ristrutturazione e ridimensionamento Centro Studi
* attività amatoriale (rivalutare prove minori, ridurre semi-professionismo)
* attenzione al paraciclismo

* ODG – organi di giustizia

riteniamo indispensabili l’autonomia, l’indipendenza e l’imparzialità da parte degli Organi di Giustizia e dei loro singoli componenti.

* Marketing e comunicazione
(qui la candidata si sofferma per un approfondimento abbastanza ampio)

nel panorama economico e sociale moderno non è pensabile che la federazione basi la propria capacità economica e finanziaria sul contributo, seppure importante, del CONI. Una Federazione moderna deve impegnarsi a reperire nuove risorse e lo dovrà fare valorizzando il Made in Italy. Una delle prime misure del CF sarà, infatti, un progetto dedicato alla promozione complessiva dell’immagine federale. In un momento successivo la FCI sarà parte attiva e professionale, anche con una nuova struttura, sul mercato delle sponsorizzazioni

Sarà poi creata una web tv, da affiancare al sito, per testare anche la produzione live di eventi federali e gare ciclistiche di ogni specialità. A ciò si affiancherà, in tempo reale, la comunicazione di tutti i risultati. Per raggiungere questo obbiettivo saranno incentivati i live testuali delle corse per offrire agli utenti un nuovo, potenziale bacino pubblicitario online.

* La lega e la revisione della L. 91/81 sul professionismo sportivo e professionismo
in chiusura, Norma Gimondi getta un seme piccolo ma di notevole importanza, indicando la direzione forse più politica del suo intero programma

è evidente che chi vive nel mondo sportivo ed in particolare nell’ambito ciclistico conosce la necessità, indifferibile, di dover modificare la legge sul professionismo

A distanza di oltre 35 anni dalla sua emanazione, il mondo dello sport, ed in particolare quello ciclistico, avverte in maniera sempre più sentita la necessità di una globale opera di riforma della legge 91 con particolare attenzione al c.d. “dilettantismo di vertice” o “professionismo di fatto”. Il dilettantismo forzato, inoltre, danneggia uomini e donne: negli ultimi anni, poi, le donne del ciclismo italiano stanno ottenendo dei riconoscimenti impensabili ed è intollerabile che rimangano sportive di serie B. Atleti che non praticano lo sport a livello amatoriale bensì ne fanno un lavoro a tempo pieno, con orari massacranti ricompensati dai risultati eccezionali che sono sotto gli occhi di tutti, non possono non essere qualificati “professionisti”

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Ai due litiganti si sono aggiunti e tolti altri due candidati. Uno è Angelo Francini, escluso dalla contesa e poi riammesso dopo un ricorso. L’altro è Carlo Roscini, che invece si è visto appioppare una simpatica sospensione ad orologeria proprio una settimana prima delle elezioni. Entrambi i due candidati non presentano un programma vero e proprio, ma più che altro delle linee di indirizzo.

Roscini, plenipotenziario del ciclismo umbro, che governa ininterrottamente dal 1989 senza alcun risultato di rilievo, scrive di fatto una lettera aperta di cinque pagine in cui auspica un rinnovamento del CF, migliori rapporti istituzionali, un rinnovamento degli impianti che li “trasformi in bike park”, un avanzamento tecnologico… ecc… Ma è sul finire che questa lettera si trasforma in maniera quasi messianica, parla di “società in crisi di identità che vede aumentare in maniera dilagante l’individualismo” e propone un’assemblea rifondativa della FCI. La ricetta che propone infine è: L’impegno.
(il programma integrale di Roscini in questo PDF)

Il programma della discordia di Angelo Francini è invece senza dubbio l’intervento più politico di questa campagna elettorale. Il dirigente piemontese, figura preparatissima nonchè onnipresente voce fuori dal coro del ciclismo italiano, manda fendenti più che mai diretti ai protagonisti di questa epoca federale. il suo non è un programma -e lo dichiara- ma un’invettiva, lucida e distruttiva, che non riuscirà in alcun modo a portargli voti ma che potrebbe, per la prima volta da anni, ad accendere un dibattito che il nostro ciclismo sta rinviando da troppo tempo.
(il programma integrale di Francini in questo PDF)

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Le due candidature minori potrebbero comunque avere un ruolo non indifferente nell’assemblea di rovereto. l’ultima versione del pluri-modificato statuto stabilisce infatti che:
“6. Per le elezioni successive a due o più mandati consecutivi il Presidente Federale uscente che si presenti candidato è confermato soltanto qualora raggiunga in Assemblea alla prima votazione una maggioranza non inferiore al 55% dei voti validamente espressi.
7. Qualora il Presidente uscente non raggiunga alla prima votazione il quorum del 55% dei voti validamente espressi ed in presenza di almeno altri due candidati verrà effettuata contestualmente una nuova votazione, alla quale il Presidente uscente non potrà concorrere, salvo il caso in cui abbia conseguito la maggioranza assoluta dei voti dei presenti: in questo caso vi potrà concorrere ma dovrà comunque raggiungere una maggioranza non inferiore al 55% dei voti validamente espressi. In caso diverso si dovrà celebrare una nuova Assemblea a cui il Presidente uscente non potrà candidarsi

le elezioni di Rovereto quindi potrebbero finire per essere soltanto una prova generale. Uno scenario tutt’altro che improbabile, come lascia intendere anche Andrea Fin su Ciclismoweb, che potrebbe allungare ancora di un po’ questa agonia che già sembra senza fine. Non è detto insomma che quella che suona sia la campana del laatste ronde.

 

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Un pensiero su “Paleontologia e modernità (o della Federciclismo che verrà… forse)

  1. Io spero che vinca l’infame Di Rocco, altrimenti smetto con il ciclismo: il cognome Gimondi l’ho ascoltato troppo in vita mia, anche se tutte le volte che mi accorgevo che parlava lui toglievo l’audio. Ciao, Carlo

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