in Caso di Roubaix

rouba

questa Roubaix è stata una corsa magnifica, una di quelle di cui potremmo parlare per ore perchè ogni particolare apre una ridda di storie. decisa come spesso capita nel ciclismo, nello sport e nella vita, da una casualità e dalla capacità di reagire.

la casualità ieri è stata una caduta a oltre 100 km dall’arrivo, nel settore di Monchaux-sur-Ecaillon: il gruppo spezzato in due e una squadra davanti che decide che è il momento. non una squadra qualsiasi ma la più criticata di tutte, quella Etixx Quick Step che in questa primavera sembra sapersi inventare ogni volta un modo nuovo per perdere. ci è riuscita pure ieri, ma chi se ne frega del risultato, la sua azione ha regalato una domenica di ciclismo straordinario a tutti gli appassionati. e la fortuna è doppia, perchè è cascata giusto nella prima edizione trasmessa in diretta quasi integrale, capace di tenerci inchiodati tra il divano e il frigorifero per oltre sette ore.
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Laatste Ronde

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Sarebbe stato bello sapere cosa hai pensato in quell’ultimo giro, quando la vittoria di giornata ti era ormai sfuggita di mano e sembrava non interessare più a nessuno dei presenti. Forse interessava a te, come sempre: sarebbe stato bello e confortante sapere che il tuo pensiero era tutto su come ridurre lo svantaggio da quello là e nel frattempo guadagnare su chi ti inseguiva, accarezzare quel desiderio impossibile di ribaltare l’esito in pochi chilometri e mettere ancora una volta il tuo nome in un albo d’oro che sembra una lunga ripetizione di quelle sette lettere che stanno sulla tua carta d’identità. Invece sull’albo d’oro ci va lo stesso nome che va con tutti i titoli di questa stagione, proprio come era capitato a te dieci anni fa, e su questo traguardo che sa di musica da uscita di scena ci passi solo quarto, superato nel finale da quel rivale di giornata che ti precede nell’ultima di troppe classifiche, lui che potrebbe essere tuo figlio, e forse da un punto di vista sportivo lo sarà presto. Continua a leggere

[Richmond2015] The wolf of Governor street

sabo

Peter Sagan è il nuovo campione del mondo, e vince con così tanto splendore addosso che non c’è proprio nulla di più da dire, c’è solo da gioire.

Già, il finale di Richmond mi ha lasciato estasiato, come pochissime volte in vita mia. Un’estasi arriva grazie a un corridore di cui ho sempre riconosciuto il talento in bicicletta me che non ho mai sopportato da un punto di vista umano. usando un’iperbole, direi che ho sempre ritenuto Sagan una gran testa di cazzo. Certo, non si poteva non apprezzarlo in alcune occasioni, e l’ultimo Tour de France ne è l’esempio più chiaro, ma non erano sufficientemente forti per togliere quel retrogusto. Non forti come ieri, quando il finale ha avuto un retrogusto di ecstasy.

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[Richmond2015] Essere George Washington

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Con la maglia iridata che ancora non indosserà, Tony Martin rende omaggio a HoIlCiclo

I mondiali di ciclismo tornano negli USA, e lo fanno 29 anni dopo quel fulmine blu di colorado springs. Lo fanno anche dopo lemond e hampsten prima, armstrong e hincapie (e landis e hamilton e horner) poi, e durante… boh, durante phinney e van garderen?…

E’ un caso strano, il mondiale che torna negli USA, perchè mentre il ciclismo americano viveva un vero e proprio boom, conquistando il gruppo intero per investimenti e le strade del paese con politiche sulla mobilità all’avanguardia nel mondo la settimana iridata se ne andava a zonzo verso il miglior offerente: prevalentemente in europa, ma pure in Canada, Colombia, Giappone ed Australia, mai in Africa perchè lì col cazzo che l’UCI riesce a raccattare le assurde cifre richieste, ma soprattutto in Europa: in Spagna, in Belgio, in Austria… in Italia. Ecco, mentre negli stati uniti, se non nel mondo, il ciclismo conquistava le strade la rassegna iridata andava ad accontentare cementificatori e politici (did you say @matteorenzi?!) nel Belpaese, con l’assurda statistica di 5 mondiali in 20 anni, destinata a crescere…
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Il Tour visto dall’ebook reader

CLvmDpGWIAAkhfUil tour visto dal divano si è addormentato sul divano. un po’ sul divano e un po’ sulle strade di francia.

ma per ricordarlo questo tour, e restare svegli, con le migliori penne di Crampi Sportivi e l’immancabile prefazione di Marco Pastonesi, questo Tour abbiamo deciso di raccontarlo in un ebook autoprodotto.

“Quel leggero vagabondare – storie e visioni dal Tour de France 2015” è presentato qui.
il tutto, corredato da splendide illustrazioni, sta sui principali siti di vendita di ebook. qui si trova ogni informazione del caso.

non resta che versare questi pochi centesimi per sostenere le spese di crampi sportivi, poi stappare una birra e mettersi sul divano a leggere.