Il Tour visto dal divano. Giorno 6.

Polka dot Tekle

giornata che doveva, almeno nei miei auspici, offrire attacchi e agguati, fuochi e fiamme, e invece ha mostrato una bella pascolata… se non fosse per i tre là davanti e per la caduta nel finale.

tappa da tre birre comunque per tre motivi:
1- tekle tekle tekle, splendido in fuga e splendido a vestirsi a pois. quanto amo questo ragazzo si sa, ma oggi come si fa a non amarlo? Continua a leggere

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Il Tour visto dal divano. Giorno 3.

al di là del froome che sale come un treno, del nialinejad che si difende senza ricorrere all’atomica, del quintana che sta lì, sornione, ma mica si stacca, e del contador che come sempre non capisce come affrontare questa salita, la tappa di Huy finirà per essere ricordata soltanto come la tappa della caduta.
una caduta brutta, di quelle che possono fare davvero male, perchè arriva in rettilineo e a gruppo lanciato, su una strada in leggera discesa dove si fanno grandi velocità (no, non i 90kmh suggeriti dall’ing.Cane in persona alla gazzetta, ma 60 sì). Continua a leggere

[Ponferrada2014] uscite con le mani bene in vista

ByocexmIIAEzJJC ho pensato un po’ a cosa dovessi scrivere su questo mondiale leonino, se ci fosse ancora qualcosa da dire.

non certo la cronaca della corsa e quella sua sensazione di copia-incolla, svoltasi come sempre si svolge ormai, con la fuga degli avventurieri del mattino e qualche improbabile trenata in testa al gruppo (e stavolta il premio va al fantastico, seppur breve, inseguimento dei marocchini), agitatasi per il tempo di un soffio, per un azzardo che azzardo non è stato, per poi rientrare nei binari che le erano stati assegnati.

nemmeno il risultato fine a se’ stesso. che come fai a parlare di un vincitore in questo mondiale senza riempirti gli occhi e la corteccia cerebrale con l’immagine così splendida di wiggo iridato?

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where the wild roses grow. il pagellone lunghissimo del #TdF2014

il tour de france è finito. Il tour dei francesi infine l’ha vinto il campione iraniano e lo ha fatto con pieno merito. Lo ha vinto anche navardauskas, almeno nel mio cuore, insieme a cheng ji e a pochi altri, ma nemmeno così pochi.
Un tour bellissimo, alla facciazza di una classifica chiusa da subito. Con un solo, enorme, difetto: che è finito. E ora sarà dura abituarsi alla normalità.

nibalinejad  *****
c’è da augurarsi da domani di non rivedere già vincenzo nibali, perchè questo nuovo corridore cattivo e dittatoriale è uno spettacolo a vedersi. Come se lo spirito dell’immenso Vino si fosse incarnato in lui. A questo tour si è visto un nibali diverso, radicalmente. Si è visto nibalinejad, nato con quello scatto a Sheffield, sublimato nel capire che dopo le cadute dei rivali non poteva più solo vincere ma doveva annichilire la corsa. L’ha fatto.

pinot  *****
il futuro del ciclismo francese non è roseo, è gialleo. Specie se può contare sulla crescita costante di questo ragazzino predestinato e altrettanto gufato. Bello al suo esordio due anni fa, splendido nella vuelta dell’anno passato, trionfale in questo TdF ad arrampicarsi sul gradino più basso del podio. Su quello più alto ci salirà l’anno prossimo (si spera).
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Il ne reste que pleurer. Guida pericolosa ai protagonisti dell’imminente Tour de France – Ep.1

le tour, il tour de france, il #TdF è alle porte. ecco una guida in cinque mosse -da oggi- al grande parto inglese di sabato, delle squadre che correranno per le strade ricciolute.

MOVISTAR

chi siete?
Alejandro Valverde, Imanol Erviti, Jesús Herrada, Giovanni Visconti, Benat Intxausti Jon Izagirre, Rubén Plaza, John Gadret, jose Joaquin Rojas

cosa portate?

squadra che vince non si cambia. anche se non vince. così deve aver pensanto il mitico unzue nel fare i programmi del 2014: al Tour si ripete quanto fatto dodici mesi prima, ovvero Tutti per Valverde. già, la stessa tattica che portò quintana solo a sfidare froome (per finire secondo) e il capitano murciano disperso tra forature e minzioni lontano dal capolavoro sventagliante della saxo. ora quintana è stato dirottato da subito sul giro (vinto, ovviamente) e qui si faranno un paio di fughe ma per il resto tutti staranno intorno a balaverde.

un fiorino.
banalmente, la puntata va proprio su di lui, alejandro valverde. tanto campione quanto testa di cazzo, tanto fenomenale quanto sfigato, valverde è e resta un grandissimo corridore, e un palmares così “povero” a confronto col suo enorme talento pare un torto della storia. quest’anno si presenta tirato a lucido, va forte dall’inverno e ha appena dominato i campionati nazionali. nella spasmodica ricerca del “terzo uomo” da mettere tra froome e contador, be’, io le mie fiches le gioco su alejandro. sfiga permettendo. Continua a leggere

Giro giorno +5. Il final pagellone.

ImmagineQuintana 8
firma l’impresa più bella degli ultimi 10/15 anni di GT, basterebbe questo. ci aggiunge un giro domininato alla grande… e non oso pensare come sarebbe potuta andare se fosse stato bene sin dall’inizio. un fenomeno come non si vedeva da tempo.

Uran 7
maturo come non mai sulle tre settimane. enorme a barolo, ma ancora più grande nel difendersi con gambe e testa fino alla fine. avrebbe meritato una vittoria di tappa in montagna, forse sullo zoncolan. ma è il primo degli umani.

Aru 6.5
si trasforma per l’occasione nello scattinista perfetto da “ciclismo moderno”. un giro corso a ruota dei big attaccando negli ultimi 2 km. lo sublima con la bellissima crono del grappa. bravo, bravissimo, ma l’aru di cui avrebbe bisogno il ciclismo è il dinamitardo degli anni da dilettante e l’orgoglioso scalatore dell’anno passato. sarebbe bello vederlo in una squadra meno “calcolatrice”, o anche solo se facesse uno stage da vinokourov.
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