**SPAM** “Se qualcuno viene mi fa piacere” – il libro di Bidon sul TdF

Anche quest’anno l’abbiamo fatta grossa. Solo che, a differenza di 12 mesi fa, l’abbiamo fatta anche di carta.

Il libro di Bidon sul tour de france è finalmente disponibile online, si intitola “Se qualcuno viene mi fa piacere” come l’appello al vuoto dei fuggitivi solitari, ed è introdotto dalla penna di claudio gregori.
per scoprire dove seguite i sassolini fino a bidonmagazine.org
e con la carta in mano, troveremo anche l’occasione di parlarne a voce…

non sanguina, ma se qualcuno lo legge mi fa piacere.

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Ho intervistato Danilo di Luca


il libro di Di Luca è una bomba, una delle cose più lucide uscite sul ciclismo negli ultimi anni, e un caso davvero unico in italia. a tutto ciò, va aggiunto che è pure scritto bene, benissimo, merito del lavoro appassionato svolto dalla giornalista Alessandra Carati.

il risultato è un libro che punta il dito in maniera abbastanza chiara contro un “sistema” che vede i corridori ridotti a un corpo frammentato, ricattato e ridotto scientemente all’impotenza.

grazie a Radio Popolare sono riuscito a fare una lunga chiacchierata con Danilo, si può ascoltarla qui dove si legge pure la mia presentazione del libro. e seppur con alcuni limiti evidenti, vale la pena ascoltare cosa ha da dire questa ex-bestia.
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in Caso di Roubaix

rouba

questa Roubaix è stata una corsa magnifica, una di quelle di cui potremmo parlare per ore perchè ogni particolare apre una ridda di storie. decisa come spesso capita nel ciclismo, nello sport e nella vita, da una casualità e dalla capacità di reagire.

la casualità ieri è stata una caduta a oltre 100 km dall’arrivo, nel settore di Monchaux-sur-Ecaillon: il gruppo spezzato in due e una squadra davanti che decide che è il momento. non una squadra qualsiasi ma la più criticata di tutte, quella Etixx Quick Step che in questa primavera sembra sapersi inventare ogni volta un modo nuovo per perdere. ci è riuscita pure ieri, ma chi se ne frega del risultato, la sua azione ha regalato una domenica di ciclismo straordinario a tutti gli appassionati. e la fortuna è doppia, perchè è cascata giusto nella prima edizione trasmessa in diretta quasi integrale, capace di tenerci inchiodati tra il divano e il frigorifero per oltre sette ore.
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Leoni e leoncini

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E’ una vita che mi occupo di biciclette e di ciclismo (e di pochissime altre cose), ma fino a ieri Antoine Demoitié non sapevo nemmeno chi fosse. Se volessi fare il giornalista serio ora andrei a ripercorrere la sua carriera, a cercarne i numeri su cqranking o procyclingstats, a tradurre qualche pagina dei siti sportivi belgi per ricostruirne la storia. ma qui non mi interessa, perchè tanto antoine demoitie resterà soltanto un altro, l’ennesimo numero di una strage che non accenna a diminuire la sua richiesta di sangue.

Antoine Demoitié è morto in gara, durante una corsa splendida come la Gent-Wevelgem, nobilitata dall’attacco di Sep Vanmarcke, dalla solare resistenza di vyacheslav Kuznetsov, dall’aggressiva rivalità tra fabian cancellara e peter sagan, uno che a furia di scornarsi coi rivali sta diventando il motore stesso delle classiche, e finalmente è premiato. Di mezzo a tutto ciò è morto Antoine Demoitié. Ed è morto perchè è stato ucciso anche lui, come troppi altri colleghi prima. ammazzato da una motocicletta in strada, come aveva rischiato di capitare a stig broeckx alla kuurne-bruxelles-kuurne, e a tanti altri -da fuglsang a van avermaet, da sergent allo stesso sagan- negli ultimi mesi. Continua a leggere

Dividi et impera. Di neve, merda e Tirreno

Copenhagen2013_70831xa Courtesy of Gehl Architects Aps, Copenhagen, Denmark

i fatti attuali alla Tirreno-Adriatico parlano di una tappa (la foligno – monte san vicino) annullata già dal pomeriggio del giorno precedente.
il motivo è la neve sull’ascesa finale (forse addirittura sulle altre ascese previste, questo non si è capito), scelta corroborata dall’organizzazione con la diffusione di una foto confusa in cui si scorge una strada parzialmente coperta dalla neve tra nebbia e prati imbiancati. la stessa RCS dice che le previsioni sono pessime per il giorno successivo, e qui la cosa inizia a scricchiolare.
1) da che mondo è mondo se il problema è il maltempo prima vai a dormire, e poi la mattina prima della corsa annunci il da farsi. tante volte si è fatto persino nel corso della gara (come alla concomitante Paris-Nice; ah già, ma la Paris-Nice è una corsa ASO, e siamo in guerra);
2) tutte le previsioni meteo più accreditate (di cui una gara di questo livello dovrebbe avvalersi con cura) prevedono invece temperature in rialzo e scongiurano il rischio neve sotto i 1400 m. le foto catastrofiche ritraggono un’area in cui ha nevicato parecchio la settimana scorsa;
3) una corsa importante come la Tirreno non può pensare di non avere un piano B per una tappa sopra i 1000m a marzo, specie se è la tappa decisiva come in questo caso. eventualmente anzi sarebbe tenuta ad avere anche un piano C, ovvero una tappa anche radicalmente differente (ad esempio corsa nel fondovalle con solo un arrivo a metà salita, la geografia di queste zone peraltro aiuta tantissimo, non siamo sulle dolomiti) ma che non comporti uno stop assoluto per i corridori, con conseguenze immaginabili su sponsor, enti locali, spettatori, tv, ecc… Vegni sostiene che ci fosse un piano B ma era impraticabile perchè le zone erano ugualmente a rischio, si riparte da capo ma peggio.
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Laatste Ronde

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Sarebbe stato bello sapere cosa hai pensato in quell’ultimo giro, quando la vittoria di giornata ti era ormai sfuggita di mano e sembrava non interessare più a nessuno dei presenti. Forse interessava a te, come sempre: sarebbe stato bello e confortante sapere che il tuo pensiero era tutto su come ridurre lo svantaggio da quello là e nel frattempo guadagnare su chi ti inseguiva, accarezzare quel desiderio impossibile di ribaltare l’esito in pochi chilometri e mettere ancora una volta il tuo nome in un albo d’oro che sembra una lunga ripetizione di quelle sette lettere che stanno sulla tua carta d’identità. Invece sull’albo d’oro ci va lo stesso nome che va con tutti i titoli di questa stagione, proprio come era capitato a te dieci anni fa, e su questo traguardo che sa di musica da uscita di scena ci passi solo quarto, superato nel finale da quel rivale di giornata che ti precede nell’ultima di troppe classifiche, lui che potrebbe essere tuo figlio, e forse da un punto di vista sportivo lo sarà presto. Continua a leggere