in Caso di Roubaix

rouba

questa Roubaix è stata una corsa magnifica, una di quelle di cui potremmo parlare per ore perchè ogni particolare apre una ridda di storie. decisa come spesso capita nel ciclismo, nello sport e nella vita, da una casualità e dalla capacità di reagire.

la casualità ieri è stata una caduta a oltre 100 km dall’arrivo, nel settore di Monchaux-sur-Ecaillon: il gruppo spezzato in due e una squadra davanti che decide che è il momento. non una squadra qualsiasi ma la più criticata di tutte, quella Etixx Quick Step che in questa primavera sembra sapersi inventare ogni volta un modo nuovo per perdere. ci è riuscita pure ieri, ma chi se ne frega del risultato, la sua azione ha regalato una domenica di ciclismo straordinario a tutti gli appassionati. e la fortuna è doppia, perchè è cascata giusto nella prima edizione trasmessa in diretta quasi integrale, capace di tenerci inchiodati tra il divano e il frigorifero per oltre sette ore.
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[Richmond2015] The wolf of Governor street

sabo

Peter Sagan è il nuovo campione del mondo, e vince con così tanto splendore addosso che non c’è proprio nulla di più da dire, c’è solo da gioire.

Già, il finale di Richmond mi ha lasciato estasiato, come pochissime volte in vita mia. Un’estasi arriva grazie a un corridore di cui ho sempre riconosciuto il talento in bicicletta me che non ho mai sopportato da un punto di vista umano. usando un’iperbole, direi che ho sempre ritenuto Sagan una gran testa di cazzo. Certo, non si poteva non apprezzarlo in alcune occasioni, e l’ultimo Tour de France ne è l’esempio più chiaro, ma non erano sufficientemente forti per togliere quel retrogusto. Non forti come ieri, quando il finale ha avuto un retrogusto di ecstasy.

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10 faccende che possono accadere nel ciclismo del 2015

sabato si è aperta la stagione su strada in belgio, in italia è già quasi un mese che si corricchia, e con la ‘strade bianche’ si inizia ad ingranare davvero. insomma, oggi qua c’è il sole che (s)batte e si può dire che il 2015 del ciclismo su strada è iniziato davvero.
non è ancora troppo tardi, però, per esporsi al dileggio autoimposto facendo qualche previsione.

stante che una presentazione verbosa di tutta la stagione l’ho già pubblicata altrove a gennaio -e la riporto con i dovuti link al termine di questo post- ecco invece una raffica di sparate senza necessità di argomentazioni ne’ di future smentite (a quello ci penseranno i fatti).

  1. sarà l’anno di Cavendish, che forse non riuscirà a superare Kittel al TdF ma che si è tirato a puntino in tutto l’inverno e si farà immortalare a braccia alzate più volte durante la stagione. a partire dalla vittoria della sanremo.
  2. sarà la stagione in cui boonen e cancellara andicheranno dal trono del nord, direi definitivamente. i due dioscuri non vinceranno ne’ la roubaix ne’ il fiandre, e nemmeno la gand-wevelgem. evento accaduto solo una volta (2007) negli ultimi 10 anni. i loro successori sono già tanti ed evidenti, ma nello specifico dico che vanmarcke vincerà il fiandre e degenkolb sia la roubaix che la gand. mi spiace per wiggo, ma pure i sogni hanno un limite.
  3. finalmente si rivedrà protagonista carlos betancur, il fenomeno colombiano che io ritengo l’erede diretto di Danilo Di Luca per classe, completezza e coraggio. Lo si rivedrà già sulle ardenne, contribuendo a rendere le corse un po’ più interessanti, ma non vincerà nulla perchè l’Amstel sarà di kwiatkoski, la freccia resterà a valverde e la liegi tornerà a pippo gilbert (ma magari!).
  4. dopo un po’ di confino “burocratico”, i vampiri dell’anti-doping torneranno al protagonismo sulle scene. l’uci obbligherà l’astana a fare un passo indietro, ma la squadra sarà salvata grazie ai petroldollari di qualche sceicco e cambierà nome e colori a metà stagione. prima di tutto ciò ci sarà il giro d’italia, dove torneremo a vedere un corridore di primo piano espulso dalla corsa per non aver passato un controllo… e torneremo a vedere alberto contador in maglia rosa a milano.
  5. Sagan impiegherà un po’ di tempo ad abituarsi al cambio di squadra, e pure quest’anno chiuderà senza vincere nessun monumento. in compenso sarà un mattatore assoluto al tour de france, dove vincerà diverse tappe salvando la spedizione Tinkoff dalla prestazione opaca di un contador che chiuderà ai piedi del podio, sul cui gradino più alto salirà inevitabilmente nairo quintana.
  6. a giugno, wiggo stabilirà il nuovo record dell’ora con l’incredibile prestazione di 55,323. un record difficilmente battibile, ma comunque inferiore a quanto fatto da boardman nel ‘96. motivo per cui wiggins deciderà di tentare un nuovo assalto già nel mese di ottobre.
  7. delusi dalle corse a tappe, i corridori italiani torneranno ad essere protagonisti in quelle in linea, con due resurrezioni miracolose: quella di pozzato, che salirà sul podio del fiandre, e quella di moreno moser, vero mattatore delle corse estive, perdipiù in maglia di campione italiano. come l’avvio di stagione già ha fatto intuire: si vedranno con regolarità sia guardini che bonifazio a giocarsi il risultato negli arrivi in volata.
  8. deluso dal tdf, contador si impunterà per correre un terzo GT e si presenterà al via della vuelta, dove si giocherà la vittoria fino alle ultime tappe. come andrà a finire, questo non si sa, ma sicuramente farà caldo e fuglsang andrà fortissimo.
  9. il 27 settembre a Richmond, contro ogni pronostico, tony gallopin vestirà la maglia di campione del mondo 2015.
  10. dopo le vittorie al delfinato e al lombardia e l’ottimo piazzamento al tour, wilco kelderman verrà unanimamente riconosciuto come la maggior sorpresa della stagione e diventerà l’oggetto del desiderio del prossimo ciclomercato.

Qui sotto i contributi più concreti, tratti da ciclismo.it. contiene, in fondo, anche la presentazione dei neoprofessionisti da seguire con più attenzione.

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sulla cattiva strada

su tutti i media ciclistici oggi le discussioni sono aperte, talvolta aspre, tutte ad analizzare e perlopiù criticare il percorso del prossimo Giro. ebbene, a me del prossimo Giro importa ben poco, ora. ci saranno i giorni feriali dei mesi invernali da dedicare a questo futuro prossimo, da spendere in analisi che a nulla serviranno. a me dei percorsi ormai interessa poco, perchè mi basta fare un passettino indietro, al giorno prima, all’ultimo giro di lombardia.

c’è molto in comune tra questi due “giri”: c’è la prossimità temporale tra una corsa e la presentazione dell’altra, c’è lo stesso organizzatore e lo stesso disinteresse che l’organizzatore manifesta verso i “suoi” prodotti, e c’è un tracciato nuovo che sembra deludere tutti. Continua a leggere

La Roubaix. 4 o più parole, 4 sassi, 4 lividi.

BOKCOmMCQAAYfC5corsa fantastica, una delle roubaix più belle degli ultimi anni. se la gioca con il 2012, ma per motivi opposti.
allora assistemmo ad una di quelle imprese che fanno la storia di questo sport, il volo solitario e lunghissimo di un campione fenomenale, tra i migliori di sempre su queste pietre. oggi invece abbiamo visto una gara tiratissima e sempre indecisa, con tanto coraggio e meno tatticismo del ciclismo attuale.
curiosamente, il trait d’union tra le due gare è lo stesso nome: l’incredibile tom boonen, corridore unico per il ciclismo odierno fatto di radioline e attendismo. tommeke è un corridore di un’altra epoca, uno che quando sente che la strada chiama, butta giù un dente e attacca. che sia nel rettilineo finale o che sia a 60km dal traguardo. che sia per vincere e compiere un’impresa epica o che sia per aver capito che la squadra è forte, fortissima, ma non puo’ permettersi di correre solo per lui. boonen ha capito forse ancor più dei suoi tecnici l’errore della scorsa settimana, e appena ha visto l’occasione ha spaccato in due la gara per sempre, con quell’attacco lunghissimo, che poteva sembrare sconclusionato ma che così è risultato soltanto agli occhi di chi si trova a raccontare questo sport senza conoscerlo e comprenderlo [*]. Continua a leggere