Il Tour visto dal divano. Giorno 9.

a fine tappa, Quintana è andato anche dal barbiere

a fine tappa, Quintana è andato anche dal barbierecronosquadre senza verdetti ma che lascia impressioni interessanti sul tour ormai giunto a metà.
tappa da 2 birre, ad essere assetati, perchè una corsa così corta è difficile possa portare di più.
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Giro giorno +5. Il final pagellone.

ImmagineQuintana 8
firma l’impresa più bella degli ultimi 10/15 anni di GT, basterebbe questo. ci aggiunge un giro domininato alla grande… e non oso pensare come sarebbe potuta andare se fosse stato bene sin dall’inizio. un fenomeno come non si vedeva da tempo.

Uran 7
maturo come non mai sulle tre settimane. enorme a barolo, ma ancora più grande nel difendersi con gambe e testa fino alla fine. avrebbe meritato una vittoria di tappa in montagna, forse sullo zoncolan. ma è il primo degli umani.

Aru 6.5
si trasforma per l’occasione nello scattinista perfetto da “ciclismo moderno”. un giro corso a ruota dei big attaccando negli ultimi 2 km. lo sublima con la bellissima crono del grappa. bravo, bravissimo, ma l’aru di cui avrebbe bisogno il ciclismo è il dinamitardo degli anni da dilettante e l’orgoglioso scalatore dell’anno passato. sarebbe bello vederlo in una squadra meno “calcolatrice”, o anche solo se facesse uno stage da vinokourov.
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Giro Giorno 1. Cose di Belfast

Immaginedato che il giro d’italia lo seguo dal divano (più o meno, qui), qua sopra ci vanno solo dei pensieri a cazzo. senza sangue, per ora, solo lividi.

a belfast è successo che c’era un botto di gente, e questa roba va sottolineata. e non solo in strada, perchè il coinvolgimento è stato a 360°, iniziato mesi prima. le partenze da lontano tolgono energie ai corridori, sono difficilmente sostenibili e creano complicazioni organizzative, pero’ capita che diano tanto. specie se il confronto è lo sconforto italiano.

ed è bellissimo apprezzare tutto cio’ nel tardo pomeriggio, nell’ora della birra per eccellenza. sarà il fuso orario o non so che, ma questi esperimenti vanno ripetuti nei limiti del possibile. specie se lo spettacolo è una corsa strepitosa come la cronosquadre, disciplina mai sufficientemente apprezzata, che invece dovrebbe stare nella norma di ogni corsa a tappe, e godere anche di maggiori kilometraggi.

un plauso alla greenedge, che vince con pieno merito e aiutata da un sorteggio fortunato per l’ordine di partenza. mi aspettavo più movistar, ma gli aussie a spirito di squadra non hanno eguali, e spesso la cronosquadre la si vince così. la maglia a tuft ne è l’esempio perfetto, lo spirito di squadra è anche quello di regalare una maglia rosa per il compleanno a un compagno che per tutto l’anno si fa il culo a prender vento. è una conclusione perfetta per uno sforzo di gruppo.

il resto è asfalto. e sulla rai oggi non parlo, che è troppo facile sparare su ambulanze cariche.