Il Tour visto dal divano. Giorni 12-16.

CJ9kGJPWUAADUQ6Tra tappe dei Pirenei, tappe del massiccio centrale e oltre. Poche birre e tanta codardia, almeno tra i big. Per il resto non c’è quasi nulla da dire.
I fuggitivi qualcosa di più lo danno, anzi parecchio di più: tanto che Majka e Purito firmano due delle imprese più belle della corsa… anche perchè se c’è da aspettare gli altri: tra Quintana e valverde che hanno le ali bagnate, Contador che scatta solo per potersi girare indietro a l’astana che boh…
forse ci sarebbe da raccontare dall’assurdo chiamato sagan, della triste beffa di quei due bei fanciulli chiamati Pinot e Bardet, ma vabbè. praticamente non c’è un cazzo da dire, o quasi. quello che sarebbe da dire è fuori corsa, e io sono fuori corso, non ho tempo. Continua a leggere

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Il Tour visto dal divano. Giorno 5.

Brasserie Jalabertus “Magna Bouclea”

ho fatto una birra nuova, solo per il tour, la “Magna Bouclea” è la prima IPA della mia Brasserie Jalabertus. oggi, in una giornata di pioggia e vento (sulla corsa, qua ci sono 93 gradi) ho pensato di iniziare a berla.

probabilmente è l’unica notizia di questa quarta tappa, insieme alla bella fuga solitaria tra i cimiteri di Pierre-Luc Périchon che riscatta il fardello di sfiga dei francesi, che oggi (nella prima tappa tutta in casa) perdono bouhanni per l’ennesima caduta, vedono rolland pagare altri minuti e si accorgono che pinot è proprio partito di testa: altra caduta, altra rincorsa al gruppo. stavolta è andata bene, ma per il tour ormai…
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Il Tour visto dal divano. Giorno 2.

se avevo sempre pensato, e continuo a pensarlo, che questo tour fosse pericolosamente privo di km a cronometro necessari per creare il giusto casino (i giusti distacchi) prima delle montagne, una giornata del genere mi riconcilia abbastanza con un percorso del genere.

100 km di follia contro il vento, contro la pioggia, contro la nebbia, contro paolini&pozzato&cancellara (che quando sale sul palco soffre della stessa amnesia del suo sodale a wevelgem) che buttano le necessarie molotov in mezzo a un gruppo che rischiava di restare imballato a lungo, troppo lungo. ce li si poteva aspettare, ma non era scontato che andasse così, troppo spesso le attese vengono deluse. pure la vittoria del “no” in Grecia era attendibile e auspicabile, ma fino all’ultimo.. Continua a leggere