Il Tour visto dal divano. Giorno 6.

Polka dot Tekle

giornata che doveva, almeno nei miei auspici, offrire attacchi e agguati, fuochi e fiamme, e invece ha mostrato una bella pascolata… se non fosse per i tre là davanti e per la caduta nel finale.

tappa da tre birre comunque per tre motivi:
1- tekle tekle tekle, splendido in fuga e splendido a vestirsi a pois. quanto amo questo ragazzo si sa, ma oggi come si fa a non amarlo? Continua a leggere

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Il Tour visto dal divano. Giorno 2.

se avevo sempre pensato, e continuo a pensarlo, che questo tour fosse pericolosamente privo di km a cronometro necessari per creare il giusto casino (i giusti distacchi) prima delle montagne, una giornata del genere mi riconcilia abbastanza con un percorso del genere.

100 km di follia contro il vento, contro la pioggia, contro la nebbia, contro paolini&pozzato&cancellara (che quando sale sul palco soffre della stessa amnesia del suo sodale a wevelgem) che buttano le necessarie molotov in mezzo a un gruppo che rischiava di restare imballato a lungo, troppo lungo. ce li si poteva aspettare, ma non era scontato che andasse così, troppo spesso le attese vengono deluse. pure la vittoria del “no” in Grecia era attendibile e auspicabile, ma fino all’ultimo.. Continua a leggere

Giro Giorno 1. Cose di Belfast

Immaginedato che il giro d’italia lo seguo dal divano (più o meno, qui), qua sopra ci vanno solo dei pensieri a cazzo. senza sangue, per ora, solo lividi.

a belfast è successo che c’era un botto di gente, e questa roba va sottolineata. e non solo in strada, perchè il coinvolgimento è stato a 360°, iniziato mesi prima. le partenze da lontano tolgono energie ai corridori, sono difficilmente sostenibili e creano complicazioni organizzative, pero’ capita che diano tanto. specie se il confronto è lo sconforto italiano.

ed è bellissimo apprezzare tutto cio’ nel tardo pomeriggio, nell’ora della birra per eccellenza. sarà il fuso orario o non so che, ma questi esperimenti vanno ripetuti nei limiti del possibile. specie se lo spettacolo è una corsa strepitosa come la cronosquadre, disciplina mai sufficientemente apprezzata, che invece dovrebbe stare nella norma di ogni corsa a tappe, e godere anche di maggiori kilometraggi.

un plauso alla greenedge, che vince con pieno merito e aiutata da un sorteggio fortunato per l’ordine di partenza. mi aspettavo più movistar, ma gli aussie a spirito di squadra non hanno eguali, e spesso la cronosquadre la si vince così. la maglia a tuft ne è l’esempio perfetto, lo spirito di squadra è anche quello di regalare una maglia rosa per il compleanno a un compagno che per tutto l’anno si fa il culo a prender vento. è una conclusione perfetta per uno sforzo di gruppo.

il resto è asfalto. e sulla rai oggi non parlo, che è troppo facile sparare su ambulanze cariche.