[CXZolder16] un mondiale in tre minuti

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è stato un mondiale bellissimo. diciamocelo, e completamente inatteso.
il mondiale di un Belgio che ha saputo correre quasi da squadra, e ha saputo leggere perfettamente la corsa in anticipo, aiutato dal capitano che tutti avrebbero voluto avere. e intendo Van Aert, cioè Nys, insomma Van Aert, o Nys…

quello che segue è il racconto del mondiale 3 minuti, qui c’è la versione audio (a un certo punto, intorno al quarantaquattresimo minuto).

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[CxZolder16] L’estate sta finendo

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in questo weekend si corre il mondiale di ciclocross che -di fatto- chiude la stagione. una stagione strana, con pochi e schiaccianti padroni che saranno gli stessi a giocarsi l’iride. una stagione di cui mi rendo conto di aver scritto molto poco e solo altrove, ma chi se ne frega.
una stagione unica come unico sarà questo mondiale, l’ultimo del più grande.

si corre a Heusden-zolder, che è una località che qualsiasi appassionato di ciclismo conosce fin troppo bene.
Sven Nys correrà il suo ultimo mondiale. e Thibau invece ha corso il suo primo, anche se solo in televisione.
la ricognizione del tracciato infatti arriva da sporza (e dove altro?) con in sella il ct De Bie e proprio il giovane Nys (non guardategli gli occhiali), che se il passaggio cromosomico funziona come in casa Van der Poel ci sarà da divertirsi un domani. che dire se non speremmu?
per chi non fosse sopravvissuto al larsen vocale di Linde Merckpoel in discesa, ecco una breve sintesi: il tracciato è grosso modo il classico di zolder, con quella prima curva in cui “vanno a terra in otto su dieci” (sven dixit) e quel suo passaggio hardcore sotto le tribune salendo verso l’osservatorio che da solo vale il prezzo del biglietto e la picchiata fangosa (speremmu, bis) a tornare sull’ex circuito automobilistico. tolto un brevissimo muretto di sabbia il circuito è un classico e l’arrivo, a occhio e croce, è proprio lo stesso di Zolder. Quella zolder. l’unica zolder.
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[tabor15] bevo una birra mentre aspetto

A Tabor si beve, e bene. dalla foto qui a fianco pare che ci si possa spillare delle birre mentre si sta a mollo nell’acqua calda, e c’è un’ottima festa della birra, cui non sono mai stato ma non si sa mai. sempre meglio che andare a passeggiare nei boschi intorno alla cittadina, che tanto gli escursionisti li puoi incontrare arrivata sera, nell’ostello locale fondato e gestito da Christopher Rankin e Hilary Binder dei Sabot. le enciclopedie online ci dicono persino che tabor è gemellata nientepopòdimenoche con Sint-Niklaas, cittadina fiamminga che per diversi anni ha ospitato la partenza del percorso più bello del Fiandre.
si torna a bere, insomma, e in abbondanza, tanto che il divieto di introdurre alcoolici sul tracciato del mondiale di ciclocross ha creato un certo scompiglio. fortunatamente Angus Edmond (pronto a difendere i colori neozelandesi) avvisa tutti che la birra locale non manca, e costa pure poco.

Sì, a tabor in questo weekend si corre il mondiale di ciclocross. è una tappa classica per questa disciplina, che quando non riesce ad ospitare la rassegna iridata si ritrova tappa di coppa del mondo, o di quel calendario locale che porta l’immaginifico nome di Toi Toi Cup. Continua a leggere

tra hoogerheide e tabor

oggi a hoogerheide Mathieu Van der Poel (in breve MVdP) ha vinto l’ultima tappa di coppa del mondo con una performance pazzesca. pronti via ha attaccato Meeusen, come se volesse sfogare tutta l’incazzatura che aveva dentro dopo l’ultima (ed ennesima) sospensione per accuse dopanti. ma non si era ancora a metà del primo giro che MVdP è partito tutto solo all’assalto, e lo hanno rivisto all’arrivo. un bel po’ dopo il suo arrivo, con van aert arrivato secondo a oltre un minuto dal campione olandese.
Van der Poel vince il GP Van der Poel, insomma. perchè la corsa di hoogerheide è quella intitolata a quel fenomeno di suo padre, adrie: un fenomeno che rischia di venire sorpassato addirittura in famiglia.

Dietro ad una vittoria così eclatante, pero’, resta l’impressione che oggi si siano guardati molto piu’ del solito. Continua a leggere

Superprestige Francorchamps. Du’ parole, anzi cinquecentoottantanove

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ieri mi sono perso la magica koksijde, ma per nobili motivi ciclistici. Oggi mi è saltata una trasferta all’ultimo, e allora ho goduto per intero francorchamps e va bene così.

una corsa davvero bella su un tracciato sorprendente.
vince pauwels e con pienissimo merito, perchè se è vero che pure VdH ha tenuto banco per tutta la gara, l’errore con cui si è auto-eliminato l’olandesino è da matita rossa.impressionante il finale di corsa di meeusen, che mi sembra confermarsi il corridore più brillante di questo inizio stagione.
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