[Richmond2015] The wolf of Governor street

sabo

Peter Sagan è il nuovo campione del mondo, e vince con così tanto splendore addosso che non c’è proprio nulla di più da dire, c’è solo da gioire.

Già, il finale di Richmond mi ha lasciato estasiato, come pochissime volte in vita mia. Un’estasi arriva grazie a un corridore di cui ho sempre riconosciuto il talento in bicicletta me che non ho mai sopportato da un punto di vista umano. usando un’iperbole, direi che ho sempre ritenuto Sagan una gran testa di cazzo. Certo, non si poteva non apprezzarlo in alcune occasioni, e l’ultimo Tour de France ne è l’esempio più chiaro, ma non erano sufficientemente forti per togliere quel retrogusto. Non forti come ieri, quando il finale ha avuto un retrogusto di ecstasy.

Continua a leggere

Annunci

[Richmond2015] Essere George Washington

TonyMartinBleedingNuts

Con la maglia iridata che ancora non indosserà, Tony Martin rende omaggio a HoIlCiclo

I mondiali di ciclismo tornano negli USA, e lo fanno 29 anni dopo quel fulmine blu di colorado springs. Lo fanno anche dopo lemond e hampsten prima, armstrong e hincapie (e landis e hamilton e horner) poi, e durante… boh, durante phinney e van garderen?…

E’ un caso strano, il mondiale che torna negli USA, perchè mentre il ciclismo americano viveva un vero e proprio boom, conquistando il gruppo intero per investimenti e le strade del paese con politiche sulla mobilità all’avanguardia nel mondo la settimana iridata se ne andava a zonzo verso il miglior offerente: prevalentemente in europa, ma pure in Canada, Colombia, Giappone ed Australia, mai in Africa perchè lì col cazzo che l’UCI riesce a raccattare le assurde cifre richieste, ma soprattutto in Europa: in Spagna, in Belgio, in Austria… in Italia. Ecco, mentre negli stati uniti, se non nel mondo, il ciclismo conquistava le strade la rassegna iridata andava ad accontentare cementificatori e politici (did you say @matteorenzi?!) nel Belpaese, con l’assurda statistica di 5 mondiali in 20 anni, destinata a crescere…
Continua a leggere

Il Tour visto dal divano. Giorni 12-16.

CJ9kGJPWUAADUQ6Tra tappe dei Pirenei, tappe del massiccio centrale e oltre. Poche birre e tanta codardia, almeno tra i big. Per il resto non c’è quasi nulla da dire.
I fuggitivi qualcosa di più lo danno, anzi parecchio di più: tanto che Majka e Purito firmano due delle imprese più belle della corsa… anche perchè se c’è da aspettare gli altri: tra Quintana e valverde che hanno le ali bagnate, Contador che scatta solo per potersi girare indietro a l’astana che boh…
forse ci sarebbe da raccontare dall’assurdo chiamato sagan, della triste beffa di quei due bei fanciulli chiamati Pinot e Bardet, ma vabbè. praticamente non c’è un cazzo da dire, o quasi. quello che sarebbe da dire è fuori corsa, e io sono fuori corso, non ho tempo. Continua a leggere

Il Tour visto dal divano. Giorno 6.

Polka dot Tekle

giornata che doveva, almeno nei miei auspici, offrire attacchi e agguati, fuochi e fiamme, e invece ha mostrato una bella pascolata… se non fosse per i tre là davanti e per la caduta nel finale.

tappa da tre birre comunque per tre motivi:
1- tekle tekle tekle, splendido in fuga e splendido a vestirsi a pois. quanto amo questo ragazzo si sa, ma oggi come si fa a non amarlo? Continua a leggere

Il Tour visto dal divano. Giorno 5.

Brasserie Jalabertus “Magna Bouclea”

ho fatto una birra nuova, solo per il tour, la “Magna Bouclea” è la prima IPA della mia Brasserie Jalabertus. oggi, in una giornata di pioggia e vento (sulla corsa, qua ci sono 93 gradi) ho pensato di iniziare a berla.

probabilmente è l’unica notizia di questa quarta tappa, insieme alla bella fuga solitaria tra i cimiteri di Pierre-Luc Périchon che riscatta il fardello di sfiga dei francesi, che oggi (nella prima tappa tutta in casa) perdono bouhanni per l’ennesima caduta, vedono rolland pagare altri minuti e si accorgono che pinot è proprio partito di testa: altra caduta, altra rincorsa al gruppo. stavolta è andata bene, ma per il tour ormai…
Continua a leggere

Il Tour visto dal divano. Giorno 4.

Padre Rigo ha ricevuto le stimmate

tappa disegnata male, pascolata a lungo, ma bella lo stesso perchè queste strade la bellezza la incarnano.
si potrebbe dire che la montagna ha partorito il topolino, da un punto di vista di classifica (pinot escluso, cazzo) è anche vero, ma dal punto di vista emozionale no… la montagna ha partorito il carroarmato, e ne è valsa la pena.
bravo il pornodivo tony martin a prendersi quella maglia che continuava a sfuggirgli, bravissima la EQS a ottenere la prima vittoria sul pavè della sua stagione (siamo al teatro dell’assurdo) con un lavoro di squadra encomiabile. nel finale, dopo due giorni di meritate critiche, c’è addirittura cavendish a fare lo stopper in testa al gruppo in favore del suo compagno lanciato verso la maglia gialla. d’altronde è stata una giornata di gregari fantastici, da castroviejo a oss, passando per un funambolico sagan, di cui voglio andare a cercarmi delle immagini da conservare… se contador dovesse ottenere qualcosa di importante a fine tour, dovrà ringraziare sagan più e più volte per questa giornata.
Continua a leggere