where the wild roses grow. il pagellone lunghissimo del #TdF2014

il tour de france è finito. Il tour dei francesi infine l’ha vinto il campione iraniano e lo ha fatto con pieno merito. Lo ha vinto anche navardauskas, almeno nel mio cuore, insieme a cheng ji e a pochi altri, ma nemmeno così pochi.
Un tour bellissimo, alla facciazza di una classifica chiusa da subito. Con un solo, enorme, difetto: che è finito. E ora sarà dura abituarsi alla normalità.

nibalinejad  *****
c’è da augurarsi da domani di non rivedere già vincenzo nibali, perchè questo nuovo corridore cattivo e dittatoriale è uno spettacolo a vedersi. Come se lo spirito dell’immenso Vino si fosse incarnato in lui. A questo tour si è visto un nibali diverso, radicalmente. Si è visto nibalinejad, nato con quello scatto a Sheffield, sublimato nel capire che dopo le cadute dei rivali non poteva più solo vincere ma doveva annichilire la corsa. L’ha fatto.

pinot  *****
il futuro del ciclismo francese non è roseo, è gialleo. Specie se può contare sulla crescita costante di questo ragazzino predestinato e altrettanto gufato. Bello al suo esordio due anni fa, splendido nella vuelta dell’anno passato, trionfale in questo TdF ad arrampicarsi sul gradino più basso del podio. Su quello più alto ci salirà l’anno prossimo (si spera).
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Il ne reste que pleurer. Guida pericolosa ai protagonisti dell’imminente Tour de France – Ep.4

oggi inizia il giro donne, domani il tour de france. la scelta è ardua, ma intanto qui c’è la quarta mossa verso la corsa francese, domani si va di arrocco.

TINKOFF

chi siete?
Alberto Contador, Michael Rogers, Nicolas Roche, Rafal Majka, Jesús Hernandez, Sergio Paulinho, Daniele Bennati, Matteo Tosatto and Michael Mørkøv.

cosa portate?
ad aigle, sede dell’unione ciclistica internazionale che sta in svizzera ma io immagino sempre in transilvania, arrivare al Tour senza nemmeno un petardino anti-doping non sembrava fattibile. così hanno scartabellato un po’ i faldoni e han trovato l’occasione buona, ovvero dei “valori anomali” registrati due anni fa nel passaporto biologico di roman kreuziger. agenzia stampa, sospensione della squadra, e via. la sintesi sta tutta qui, per il team di alberto contador che intorno al fortissimo capitano aveva allestito un’altrettanto forte formazione. kreuzy è una mancanza che pesa, majka lo sostituisce sbuffando, ma restano corridori come roche o lo strepitoso rogers ammirato al giro, e gli uomini-squadra e i vecchi passistoni. e alberto, che vincerà questo tour.

un fiorino.
dinnanzi ad un adam hansen all’ottavo GT consecutivo, oleg tinkoff sembra un pivello, eppure c’è da giurarci che in francia lo vedremo ogni giorno in bici e al bar, alla partenza e alle feste, in conferenza stampa e in televisione. sempre con la (fluorescente) maglia della squadra e spesso con la bici tra le gambe. alla faccia di contador e riis, il vero protagonista della squadra è tinkoff. un che, grazie ad un portafoglio strabordante, incarna ogni dì il motto “put the fun between your legs”.

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